Russia, criminali arruolati per la guerra: la storia di Ivan Neparatov

Russia, criminali arruolati per la guerra: la storia di Ivan Neparatov
di Mattia Ronsisvalle
Martedì 20 Settembre 2022, 18:00
4 Minuti di Lettura

La storia del russo Ivan Neparatov che da condannato a 25 anni di carcere diventa un soldato per il fronte russo con tanto di riconoscimenti e onorificienze ricevute - post mortem - da Vladimir Putin.

Un passato criminale

Hulagu.net è un sito anticorruzione e antitortura fondato nel 2011 da Vladimir Osechkin.
L’attivista russo per i diritti umani ha raccontato a The Insider la particolare storia del soldato russo che ha combattuto contro l'Ucraina.
Nato nel 1988 a Mosca, Ivan Neparatov era il capo di una banda di criminali che agiva nel territorio moscovita.
Nel luglio 2013, lui e i suoi colleghi sono stati giudicati colpevoli di cinque omicidi, tre rapine, estorsioni, frodi, possesso illegale di armi e altri crimini.
La condanna definitiva è stata emessa a Sergiev Posad, in Russia.
Secondo l'accusa, nell'agosto 2009 Neparatov e i suoi complici hanno rapinato un cittadino ucraino sottraendogli 176.000 rubli (circa 3.900 euro al valore del 2009, ndr.).
Nel marzo 2010, Neparatov ha ucciso il suo autista che si era rifiutato di portare i membri della banda sul luogo di un'altra rapina: l’uomo è stato rapito, picchiato e accoltellato 88 volte con un coltello secondo quanto affermato dagli investigatori.
Neparatov ha inoltre ucciso tre persone che gli dovevano dei soldi: in tutti e tre i casi la somma non superava i 10.000 rubli (circa 250 euro al valore del 2010, ndr.)
A seguito degli innumerevoli crimini, Neparatov ha così ricevuto la condanna più lunga di tutte: 25 anni di prigione.

Il ruolo del gruppo Wagner

Entra in scena un altro personaggio: Yevgeny Prigozhin, un oligarca russo spesso definito «lo chef di Putin» e presunto coordinatore del gruppo Wagner, un'organizzazione composta da mercenari.

Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica Mediazona, l’uomo ha personalmente visitato le prigioni per reclutare detenuti per combattere nella guerra in Ucraina.
Nella città di Plavsk, una guardia ha riportato che Prigozhin, accompagnato dal gruppo di Wagner, abbia detto testuali parole: «Ho un'autorizzazione speciale dal nostro presidente, non me ne frega un cazzo di nessuno, ho solo bisogno di vincere questa guerra a qualsiasi prezzo».
IStories ha rivelato che il gruppo di Prigozhin ha offerto ai detenuti di due penitenziari di San Pietroburgo 200.000 rubli (circa 3.300 euro) e un'amnistia se fossero sopravvissuti alla «liberazione nazista nel Donbass».

L’obiettivo del team Wagner è chiaro: individuare e eliminare gli ucraini considerati da loro nazisti.
E per tale missione sono stati visitati non meno di 17 carceri e reclutati più di milledi detenuti per la guerra in Ucraina, secondo quanto riportato dai media indipendenti russi.
Inoltre, una prigione a Rostov-on-Don è stata predisposta una struttura di «formazione speciale» in cui coloro che avevano accettato di entrare a far parte del gruppo Wagner sono costretti ad allenarsi per 20 ore al giorno con brevi pause per i pasti. Il primo gruppo di detenuti è partito per il fronte bellico il 20 luglio.

Le onorificenze post mortem

Tra gli uomini arruolati da Prigozhin anche il soldato Neparatov.
In caso di morte dei  nuovidetenuti del gruppo Wagner, era stata promessa loro una medaglia «per il coraggio» e un riconoscimento per «l'eroismo durante l'adempimento dei compiti dell'operazione militare speciale in Ucraina».

Negli scorsi giorni, dei giornalisti russi hanno però trovato il certificato di morte del trentaquattrenne Ivan Neparatov: il cinque agosto nella città di Artemovsk (Bakhmut), nella regione di Donetsk, il soldato russo è morto a causa di una ferita da proiettile alla testa. E come promesso in precedenza, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha decorato, post mortem, Neparatov con medaglie e onorificenze per quello che è conosciuto ai più col soprannome di «il maniaco».

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