Russiagate, declassato il genero di Trump. Nuove ombre sulla Casa Bianca

di Luca Marfé

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NEW YORK - Jared Kushner, genero e consigliere anziano di Donald Trump, è stato declassato dal responsabile del personale della Casa Bianca. La decisione di John Kelly era nell’aria da tempo e si traduce nella mancata possibilità per il trentasettenne marito di Ivanka di accedere ai documenti “highly classified”, ossia quelli che tecnicamente vengono considerati “segretissimi”. 

Una delle figure più misteriose e discusse dell’attuale amministrazione costretta dunque a fare un passo indietro che non ha a che vedere soltanto con la forma, ma che, viceversa, è destinato ad intaccare la sostanza del suo lavoro al fianco del presidente.


(Jared Kushner, 37 anni, al fianco della moglie Ivanka Trump, 36. Il patrimonio della famiglia Kushner è stimato al di sopra dei 7 miliardi di dollari)

Il livello di autorizzazione di Kushner scende a “segreto” per quanto riguarda la visione di file e cartelle sensibili e, parallelamente, si prevede un ridimensionamento naturale del suo ruolo, soprattutto in politica estera. Sia lui che Ivanka, infatti, hanno accompagnato Trump durante alcune delle sue tappe più importanti in terra straniera: Cina, Giappone, Medio Oriente ed Europa. In ciascuna di queste visite istituzionali, ha incontrato, anche da solo, ufficiali e rappresentanti di ciascun governo.

Ed è proprio la libertà estrema con cui si è mosso Kushner che ha spinto Kelly a limitarne il perimetro. Questo assieme alle voci e ai sospetti che orbitano attorno agli affari della sua ricca famiglia di origine. 

Ebrei sfuggiti all’Olocausto in Bielorussia, arrivati negli Stati Uniti nel 1949 e divenuti poi potenti immobiliaristi, finanzieri ed editori. Troppo ramificati, dentro e fuori dai confini statunitensi, per non destare preoccupazioni. Da sempre, infatti, aleggia il timore che gruppi stranieri abbiano potuto e possano tuttora fare leva sul business per influenzare l’operato del consigliere prima e del presidente poi.

E qui ritorna ad allungarsi l’ombra della Russia, con il Cremlino che avrebbe già approfittato della scarsa esperienza di Kushner per cercare di manipolarlo.

Al centro delle indagini portate avanti dal procuratore speciale per il Russiagate Robert Mueller ci sarebbero proprio le attività commerciali del team Trump sviluppate prima e durante la campagna elettorale del 2016.

Una stretta, quella a cavallo tra soldi e politica, che potrebbe sfociare da un momento all’altro in una svolta.


(Il procuratore speciale per le indagini sul Russiagate Robert Mueller)
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 16:10 - Ultimo aggiornamento: 28-02-2018 16:12
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