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Tessile e hi-tech, a Mosca il soccorso di Cina e India: patti bilaterali anti-sanzioni

Venerdì 25 Febbraio 2022 di Erminia Voccia
Tessile e hi-tech, a Mosca il soccorso di Cina e India: patti bilaterali anti-sanzioni

La Cina ha chiesto alla Russia di disinnescare le tensioni e tornare al dialogo. È questo il sunto della telefonata tra il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin avventa ieri in merito alla situazione in Ucraina. Parole da cui traspare la difficoltà di Pechino di trovare un equilibrio tra l’esigenza di garantire il proprio supporto a un partner strategico quale Mosca e la volontà di evitare un ulteriore peggioramento delle relazioni con Stati Uniti ed Europa, comunque rilevanti per il benessere dell’economia cinese.

La Cina, che fino a questo momento ha assunto un approccio abbastanza ambiguo in relazione alla crisi ucraina, senza mai condannare apertamente la Russia, mostra in ogni caso di voler aiutare Mosca, sostenendo la sua economia. Putin può anche contare sulla neutralità dell’India, l’unico membro dell’alleanza Quad, composta da Australia, Giappone e Stati Uniti, a non aver previsto sanzioni. Inoltre, quelle economiche occidentali contro Mosca non avranno alcun impatto sul sistema dei pagamenti attraverso cui avvengono le transazioni con l’India, che si basa sulle rupie indiane. Nel 2021, il volume degli scambi tra i due Paesi è stato pari a 9,4 miliardi di dollari. Mosca vende a Nuova Delhi equipaggiamento militare, è dell’anno scorso l’accordo per la fornitura del sistema di difesa anti missile e anti aereo S-400, ma anche carburante e reattori nucleari. Mentre l’India esporta in Russia prodotti farmaceutici, prodotti chimici, elettronica e veicoli. Tuttavia, per la Russia, la Cina resta la principale alternativa alle sanzioni occidentali. 

Con la crisi in Ucraina ormai diventata guerra aperta, il governo cinese ha annunciato l’eliminazione delle restrizioni all’importazione di grano russo, un’altra prova tangibile dei legami bilaterali sempre più saldi tra Mosca e Pechino. L’intesa raggiunta con la Russia permette alla Cina di sopperire alla carenza di importazioni di grano in arrivo dall’Ucraina, ma soprattutto consente a Mosca di tirare un sospiro di sollievo per la sua economia. La notizia arriva subito dopo le sanzioni imposte a Mosca da diversi Paesi occidentali a causa dell’aggressione militare all’Ucraina. 

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Uno studio della Banca Mondiale e delle Nazioni Unite indica che da quando sono state imposte le sanzioni contro Mosca nel 2014 a seguito dell’annessione della Crimea, la Cina è diventata il mercato principale per le esportazioni russe. Le nuove sanzioni avrebbero come effetto quello di rafforzare e approfondire ancora di più i legami commerciali non basati sul dollaro. A tal proposito, infatti, da anni Russia e Cina sono impegnate nella de-dollarizzazione delle proprie transazioni commerciali bilaterali. Se fino a dieci anni fa, per la Russia, i Paesi Bassi erano il primo partner commerciale per le esportazioni di petrolio, oggi quel ruolo spetta alla Cina, che è diventata un partner sempre più importante per le esportazioni di gas. Ma la percentuale delle altre importazioni russe in Cina è in aumento dal 2014. 

 
Mosca è anche il principale importatore di beni cinesi quali cellulari, computer, strumenti per le telecomunicazioni, elettronica, tessile, giocattoli, per citare solo i più rilevanti. Il secondo pacchetto di sanzioni Ue prevede il divieto di trasferimento tecnologico per l’estrazione di idrocarburi, controllo sulle esportazioni di tecnologia per un uso civile e militare, divieto di finanziamento da parte delle banche dell’Unione Europea di progetti già approvati di imprese pubbliche russe, congelamento dei conti europei degli oligarchi e blocco di materiali destinati ai sistemi di trasporto aereo. Fondamentalmente, la Cina è il principale fornitore di beni ad alto contenuto tecnologico della Russia. Tuttavia, si tratta di un trend in crescita che parte da livelli piuttosto bassi. Inoltre, la Cina accusa un deficit tecnologico in alcuni settori, quindi, per la Russia, affidarsi troppo alla Repubblica Popolare potrebbe non rivelarsi una strategia vincente. Ma la rivalità crescente con l’Occidente potrebbe portare a un ulteriore avvicinamento e dunque a una cooperazione più stretta a tutti i livelli. Pertanto, nel breve-medio periodo, aspettiamoci pure un rafforzamento dell’asse sino-russo. 

Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA