Svastica e frasi naziste incise sulla porta di un bagno a Montecitorio

La prima volta in Parlamento
di Barbara Acquaviti

C'è chi ne approfitta per fare battute, chi invece la prende molto sul serio. I bagni di Montecitorio come quelli di un'autogrill, bacheche per lasciare messaggi. Questa volta però non si tratta di scritte d'amore, date ricordo di una gita o numeri di telefono per improbabili appuntamenti. Incise su una porta dei servizi solitamente usati dai deputati sono spuntate una svastica e una scritta in tedesco, «Es braust unser Panzer». Tradotto: il nostro carro armato sta ruggendo, verso di una canzone della Wehrmacht.

VERIFICA INTERNA
Chi sia stato non è dato saperlo, nè probabilmente si saprà mai. Così come è difficile risalire a quando l'anonimo emulo di Hitler sia entrato in azione. L'amministrazione della Camera è intervenuta per rimuovere la scritta e ha avviato una verifica interna, non prima di aver messo il bagno in questione rigorosamente sotto chiave a m'è di luogo del delitto. Il che di fatto cambierà poco o niente visto che in quei luoghi, ovviamente, non ci possono essere telecamere.
Un deputato, ospiti di passaggio, scolaresche in visita? Anche se il Palazzo, scritto proprio così con la P maiuscola, non gode certo di buona pubblicità presso i cittadini di questi tempi, resta il fatto che finora almeno da questo particolare atto di inciviltà era stato risparmiato.
L'IRONIA DI OSHO
«La situazione è grave ma non è seria», diceva Ennio Flaiano parlando propria della politica italiana. E così ci si divide tra chi la derubrica a «gesto di uno sciocco» e chi lo considera come un segno dei tempi (bui). Tra i politici c'è chi, come il dem Ivan Scalfarotto, è convinto che quella scritta dovrebbe «toglierci il sonno» e lo considera anche un monito verso chi pensa che il Pd debba «accomodarsi a trovare accordi con le destre populiste». I maestri della satira, come l'account Le frasi di Osho', ci si buttano a pesce: «So' stati quelli della quinta B».
Sminuire o enfatizzare? Chissà quale intenzione aveva chi si è preso la briga, con un gesto di pari incivilità, di rispondere all'improbabile nostalgico del nazismo con lo stesso sistema, un'incisione sottostante: «Ma va a c...».
 
Lunedì 16 Aprile 2018, 19:15 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 21:09
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