GIORGIA MELONI

Lamorgese, affondo del centrodestra: anche Fdi minaccia sfiducia. Resta vivo caso Durigon

Lunedì 23 Agosto 2021
Lamorgese, affondo del centrodestra: anche Fdi minaccia sfiducia. Resta vivo caso Durigon

«Rave party con morti e feriti che durano giorni, orde di baby gang che terrorizzano la riviera romagnola. Dopo navi francesi e tedesche, oggi una nave con bandiera norvegese lascerà 322 immigrati in Italia. Lamorgese, dove sei?». A una manciata di giorni dalla ripresa dei lavori in aula, il centrodestra torna all'attacco del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. A presentarle il conto di mancanze e inefficienze è ancora Matteo Salvini, che nel frattempo incontra gli ambasciatori di Afghanistan e Pakistan per poi essere chiamato a Palazzo Chigi per - versione ufficiale - lavorare con il premier Draghi ai temi della ripresa. Ma ad alzare il tiro ora è soprattutto Fratelli d'Italia. «La vicenda di Viterbo grida vendetta davanti a Dio e per questo stiamo valutando di presentare una mozione di sfiducia contro il ministro Lamorgese», annuncia la presidente Giorgia Meloni dalle pagine de La verità.

 

 

«Come può un governo che impedisce alla gente di andare al bar, che chiude le attività economiche, che non consente ai ragazzi di andare a scuola o in discoteca, consentire a migliaia di scappati di casa di bivaccare ammassati tra la droga per giorni? - domanda - In qualunque nazione normale il capo del Viminale si sarebbe già dimesso». Anche da Forza Italia nei giorni scorsi era arrivata una pioggia di critiche alla titolare del Viminale per l'operato sul rave nel viterbese dove è stata «messa a rischio non solo la sicurezza sanitaria, ma anche quella pubblica» e per aver lasciato che venisse meno «un pezzo di legalità». «Non sta svolgendo il suo ruolo e a dirlo sono i numeri», rincara la dose ora Salvini puntando sui suoi temi 'caldì. «Siamo quasi a quota 40 mila sbarchi - dice - Mi domando come il ministro passi le sue giornate». La Lamorgese, dal canto suo, nei giorni scorsi si era detta disposta a un incontro. Ma ora, fa sapere Salvini, «la Lega chiederà ufficialmente che venga a riferire su quanto non sta facendo. Ci sono ministri che si sono dimessi per molto meno» di un rave, sottolinea.

L'incontro

Nessuna richiesta di rimpasto dell'esecutivo, però, è stata avanzata a Palazzo Chigi, dove invece il leader del Carroccio e Draghi hanno parlato innanzitutto di Afghanistan e della partecipazione del Pakistan al G20 su invito dell'Italia. «L'incontro è andato bene - racconta Salvini - Le mie preoccupazioni sono su settembre: ci sono da bloccare 60 milioni di cartelle di Equitalia, c'è la riforma delle pensioni, quella della giustizia, della pubblica amministrazione, del codice degli appalti e la riapertura delle scuole da garantire in presenza». Non una parola sul sottosegretario Durigon, che in questo agosto di mozioni di sfiducia annunciate, è nel mirino di tutto il centrosinistra che lo vorrebbe fuori dal Governo. «Mai parlato con Draghi di questo. Non penso che tra le sue priorità abbia i parchi di Latina. Per lui, sono preoccupato zero», trancia via le polemiche Salvini, che anzi, mette in chiaro: «con Claudio Durigon stiamo lavorando alla riforma delle pensioni, che interessa milioni di italiani. Il 31 dicembre scade Quota 100: è impensabile tornare o riavvicinarci alla legge Fornero».

 

Ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA