Sanità, ogni anno 3.000 aggressioni ai medici: da maggio raccolta firme per la sicurezza

Sono tremila le aggressioni ogni anno a medici e personale sanitario secondo la stima della Fiaso, la Federazione di Asl e Ospedali. Il calcolo arriva dopo gli episodi emersi oggi a Napoli, Roma e in provincia di Bari. Solo all'Inail sono stati denunciati 1.200 casi. «Le aggressioni negli ospedali e negli ambulatori pubblici sono un'emergenza che richiede risposte d'emergenza, a cominciare dall'inasprimento delle pene per chi aggredisce gli operatori delle aziende sanitarie», propone la Federazione.Francesco Ripa di Meana, presidente Fiaso, annuncia l'avvio di una raccolta firme per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare. «Chiediamo il sostegno degli Ordini professionali e dei rappresentati dei cittadini - spiega - l'iniziativa prenderà il via il primo maggio, con una raccolta di firme che partirà da Palermo, città teatro di numerose aggressioni nell'ultimo periodo». La Federazione ha poi reso noto che s'impegnerà ad avviare un confronto con Prefetture e Questure per concordare procedure che possano garantire la massima tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine nei luoghi di cura. Le proposte arrivano dopo una serie di episodi di violenza, ultimi quelli denunciati  a Napoli, Roma e in provincia di Bari.
A Napoli, una dottoressa del 118, Mariolina Longo, è stata aggredita, insieme ad altri operatori del 118, e presa a schiaffi, pugni e sputi dai parenti e amici di una coppia caduta dal motorino, che stava soccorrendo; a Roma, all'ospedale Sant'Andrea, un uomo in preda all'ira, padre di un ricoverato, si è scagliato contro la dottoressa di turno minacciandola di morte e stringendole le mani al collo; a Palese, in provincia di Bari, un intero equipaggio del 118 è stato tenuto sotto scacco da un paziente armato di una spada katana, riuscendo a sfuggire per miracolo alla sua furia.
Lo denuncia la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) avvertendo come a rischio sia la stessa relazione di cura medico-paziente. «È improcrastinabile un cambio di passo, che restituisca a tutti, medici e pazienti, strutture e organizzazioni in grado di rispondere alle richieste di salute - afferma il presidente Fnomceo Filippo Anelli -. È altresì improcrastinabile una rivoluzione dell'opinione pubblica che rimetta al centro l'alleanza terapeutica: sono i medici, gli operatori sanitari che ormai stanno reggendo il sistema, soli contro carenze organizzative e istituzionali. Lo fanno a costo di gravi sacrifici personali». «Ci stiamo appellando alle istituzioni, ma la strada sembra lunga e tortuosa. Mi appello ora ai cittadini: abbiamo bisogno che anche voi torniate ad essere dalla nostra parte, perchè - conclude Anelli - non c'è relazione senza rispetto».

 
Lunedì 16 Aprile 2018, 18:27 - Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 11:01
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