Scuola infanzia, il 74 per cento
dei fondi assegnato al Nord

di Marco Esposito

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La ministra Valeria Fedeli parla di «standard uniformi su tutto il territorio nazionale» nello stesso momento in cui assegna 90 euro per ogni bambino in Emilia Romagna e 43 euro in Campania. Il doppio. Un'offesa ai diritti dell'infanzia, un calcio ai principi d'uguaglianza e una violazione neppure ben nascosta della legge, come si vedrà.
La Fedeli per potenziare il sistema d'istruzione per l'infanzia ha ripartito 209 milioni di euro destinati a migliorare i servizi offerti per 3 milioni di bambini che non hanno ancora compiuto sei anni. Il riparto è fatto tra le regioni italiane, anche se i soldi saranno erogati entro il 2019 direttamente ai Comuni in base ai progetti per costruire nuovi asili, ristrutturare e mettere in sicurezza strutture esistenti nonché ridurre i costi per le famiglie. Il Centronord ha fatto la parte del leone con il 74,23% delle risorse assegnate, sebbene i bambini residenti in quell'area siano il 65,52%. Il Mezzogiorno si è dovuto accontentare del 25,77% delle risorse nonostante la quota di bambini sia del 34,48%. La Campania è il territorio più penalizzato visto che è seconda per numero di piccoli e appena settima per risorse assegnate.

Il riparto proposto dal ministero dell'Istruzione è stato approvato dagli enti locali nella Conferenza unificata del 2 novembre scorso, riunione nella quale le istituzioni dei territori meridionali - tra esse erano invitati i sindaci di Napoli, Lecce, Cagliari, Catania, Chieti e Bari - ancora una volta non hanno brillato per capacità di difendere gli interessi dei cittadini che vanno a rappresentare. Per il governo era presente il sottosegretario all'Istruzione Vito De Filippo, lucano, secondo il quale «stiamo costruendo insieme, ciascuno per la propria parte, percorsi di crescita eguale su tutto il territorio, a partire dall'infanzia». «Eguale» per De Filippo vuol dire 51 euro per bambino nella sua Basilicata e 103 euro in Valle d'Aosta? Così sostiene, eppure la matematica non è un'opinione.

Da dove arrivano i 209 milioni? Sono un finanziamento legato a uno dei tasselli della Buona Scuola, cioè la riforma dell'istruzione per l'infanzia creando il sistema integrato d'istruzione per la fascia 0-6 anni. Lo scorso aprile è stato approvato il decreto legislativo sull'infanzia (65/2017), che all'articolo 4 fissa l'obiettivo del «progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l'accessibilità dei servizi educativi per l'infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l'obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale» e all'articolo 12 indica i criteri con cui ripartire le risorse e cioè: «Sulla base del numero di iscritti, della popolazione di età compresa tra zero e sei anni e di eventuali esigenze di riequilibrio territoriale, nonché dei bisogni effettivi dei territori e della loro capacità massima fiscale».
Cosa ha fatto il ministero? Come principale criterio (peso del 50%) ha considerato gli iscritti agli asili al 31 dicembre 2015, iscritti che ovviamente sono più al Nord. Come secondo parametro (peso del 40%) ha contato i bambini reali. Come criterio marginale (10%) ha considerato la popolazione di età 3-6 anni non iscritta alla scuola dell'infanzia statale «in modo da garantire un accesso maggiore».

Il trucco c'è ma non è evidente. La fascia di età 3-6 anni non ha forti squilibri territoriali e raggiunge una copertura del 90%, inoltre la scuola materna statale è più presente al Sud che al Nord, visto che il 45% degli iscritti si trova nel Mezzogiorno. Quindi considerare solo l'età delle materne e soltanto i non iscritti alle scuole dell'infanzia statali non porta affatto un riequilibrio territoriale e, in ogni caso, non in favore del Mezzogiorno. In pratica per la perequazione si è utilizzato il solo parametro dove il Sud ha risultati più consistenti del Nord: le materne statali. Ignorando tutti gli altri.

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Sabato 4 Novembre 2017, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 04-11-2017 16:08

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5 di 5 commenti presenti
2017-11-05 18:37:45
.....italia unita......hahahahaha.....la migliore barzelletta mai raccontata.....
2017-11-04 16:16:39
Viva i nostri politici.Sono proprio degli inetti.
2017-11-04 15:21:19
E' una vergogna... notizie come questa dovrebbero essere pubblicate in prima pagina dal Mattino che è un quotidiano del Sud. ...Svegliamoci e informiamo la gente.
2017-11-05 10:57:20
In effetti è in prima pagina
2017-11-04 13:27:14
Dov'è la novità?E sempre stato cosi.Ricordate i finanziamenti Tav? 4miliardi e duecento milioni per le stazioni del centro/nord,e solo 5o milioni per le stazioni del sud.

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