Smartphone a scuola: per usarlo a ricreazione serve il permesso del prof

Smartphone a scuola: per usarlo a ricreazione serve il permesso del prof
Le scuole non sembrano curarsi delle indicazioni giunte dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che si è detto propenso all’utilizzo dei telefoni cellulari in ambito scolastico, naturalmente solo per fini didattici. Sugli smartphone, dunque, il governo non si discosta dalla direzione intrapresa dal precedente esecutivo: interpretare i dispositivi personali come strumenti di supporto alle lezioni. I divieti recentemente imposti da altri Paesi, su tutti la Francia, non dovrebbero dunque essere considerati esempi da emulare. Eppure ci sono delle scuole in cui lo smartphone continua a essere inteso come un disturbo; colpa dell’uso tutt’altro che formativo che ne fanno gli alunni. Perciò, da nord a sud d’Italia tanti presidi stanno emanando regolamenti d’istituto sempre più avversi al suo utilizzo.

Smartphone a scuola: anche per usarlo nell’intervallo ci vuole il permesso

Ha fatto scalpore la notizia di quell’istituto di Piacenza che si è dotato di un sistema automatizzato che ne inibisce la fruizione tra le mura scolastiche: una speciale “tasca” in grado di schermare totalmente le linee telefoniche; ad ogni studente ne verrà consegnata una, che poi potrà tenere con sé. Ma le regole stabilite dal dirigente scolastico del Liceo Classico "Carducci" di Viareggio sono ancora più stringenti: qui lo smartphone sarà a disposizione dei ragazzi solo su "su esplicita autorizzazione dei docenti presenti o del dirigente scolastico o di un responsabile dell’ufficio di segreteria", anche durante l’intervallo. Ma il Protocollo, firmato presso l’Ufficio scolastico della città toscana, non si limita a bandire i telefonini. Perché qualunque dispositivo elettronico atto a riprodurre o comunicare – si legge nel documento – se non espressamente autorizzato dovrà essere tenuto non attivo e riposto non a vista, sotto stretta custodia personale.

Il preside: “Bisogna imparare a non abusare della tecnologia”
Il Protocollo indica anche le conseguenze per chi contravviene e, nonostante tutto, continua a utilizzare il cellulare. Sanzioni inasprite ulteriormente se si tratta di attività fraudolente, di divulgazione di dati sensibili, di bullismo o cyberbullismo. Il preside, raggiunto telefonicamente da Skuola.net, è chiaro sull'argomento: "I provvedimenti non devono essere visti come delle minacce, ma come una semplice constatazione. I ragazzi potranno utilizzare lo smartphone nei modi consentiti e, soprattutto, quello che mi interessa è che capiscano che bisogna stare attenti all'uso che se ne fa. Non bisogna, ad esempio, riprendere senza preavviso i compagni o i docenti. Ci vuole un minimo di buon senso".

Le misure riguardano anche i professori
E se lo smartphone o lo smartwatch spuntano fuori durante un compito in classe? La prova è ovviamente annullata: "Purtroppo mi è capitato – continua il preside del ‘Carducci’ - di annullare delle prove di latino e greco perché le versioni erano state copiate, anche male a dir la verità, o i ragazzi erano stati aiutati dall'esterno". Comportamenti scorretti che vanno pesantemente stigmatizzati”. I docenti, per evitare l’insorgere di problemi, durante le ore di lezione saranno autorizzati a far depositare agli studenti cellulari e smartphone lontano dai banchi. Ma, attenzione, perché anche agli insegnanti sarà vietato di utilizzare i propri dispositivi elettronici per scopi privati durante le lezioni.
Mercoledì 10 Ottobre 2018, 16:52 - Ultimo aggiornamento: 10-10-2018 17:28
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1 di 1 commenti presenti
2018-10-10 19:27:57
Sono completamente d'accordo con il divieto di uso dei cellulari. Li farei depositare in una scatola da chiudere a chiave all'ingresso in aula e li restituirei alla fine. Lo dico sempre: se uno sta a scuola la famiglia sa come rintracciare, se necessario

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