Biotestamento, il cardinale Bassetti:
«La dignità umana resti il faro»

di Corrado Castiglione

Oratori e lavoro per ridare speranza ai giovani e al Mezzogiorno. Ha le idee chiare il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, da sei mesi al vertice dei Vescovi italiani, in queste ore approdato per la prima volta in Campania - a Ischia - per celebrare messa a Casamicciola accanto alla popolazione colpita dal sisma del 21 agosto. E al «Mattino» ribadisce che la dignità della persona umana deve restare sempre il faro dell’agire politico. Una puntualizzazione importante nel giorno in cui il Parlamento decide l’accelerazione per il biotestamento, seppure a riguardo il cardinale preferisca non replicare rinviando le proprie riflessioni ad una nota che sarà diffusa nelle prossime ore. I paletti della Chiesa universale sono noti: il Papa ha già ribadito il no alle cure non proporzionali, che a sua volta non può essere un sì all’eutanasia.

Eminenza, lei approda per la prima volta nella terra campana dove più volte - nelle visite degli ultimi papi, da Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI a Francesco - è emersa chiara e forte la necessità di organizzare la speranza. Intanto dal ‘90 a oggi nuove povertà si sono aggiunte alle vecchie e anche la questione meridionale sembra la spia di un disagio più grande che coinvolge il sud e il nord del mondo. Quali sono a suo avviso i motivi di speranza?
«Sono convinto che bisogna aprire il cuore alla speranza. È vero che in questi anni - anche nel Mezzogiorno - a disagi cronici se ne sono aggiunti altri, legati alla grande crisi economica e ai flussi migratori, ma credo sia necessario andare oltre, a beneficio della tutela della persona umana in tutte le sue espressioni. Non ci si può prendere cura dei poveri per poi dimenticarsi del valore della vita, così come non si può essere paladini della vita e dimenticarsi dei migranti. D’altronde, di converso, chiudere il cuore alla speranza aprirebbe il campo alla paura, alla paralisi, alla chiusura nei confronti dell’altro».

Crede che la Chiesa sia pronta ad affrontare le nuove sfide?
«Non c’è dubbio e la dignità della persona umana resta come sempre il faro dell’azione sociale e politica dei cattolici. Insieme a poche parole fondamentali: lavoro, povertà, integrazione, vita».

Spesso nelle sue parole lei fa riferimento al modello di “agire” di Giorgio La Pira. Secondo lei, qual è il ruolo dei laici cattolici nel Sud in questo tempo?
«Una società a misura umana non può prescindere dalla difesa dei valori dell’uomo, che sono sempre gli stessi e che sono irrinunciabili. La Pira amava dire: “il pane e la grazia”. Lui era un cristiano e credeva nel Vangelo. Dunque attraverso quelle parole si riferiva ad un caleidoscopio di valori. Il pane comporta certo il pane, ma anche la casa, l’istruzione, la salute, comporta il lavoro, soprattutto il lavoro. Perché senza occupazione una persona perde di dignità. Ecco: tutti questi fattori che costituiscono la vita umana sono necessari. Ma da soli non bastano. Serve anche - sottolineava La Pira - la cura per la dimensione trascendente, perché l’uomo è creato da Dio e quindi esiste anche un aspetto fondamentale che va al di là delle necessità immediate. Detto questo, ribadisco: le necessità immediate devono essere tutte prese in considerazione».

Nel Sud, come nell’intero Paese, in questi anni è venuto via via meno il tessuto capillare dei partiti tradizionali, mentre le associazioni e i movimenti pre-politici hanno ceduto il passo alla protesta “liquida”, e in campo si sono gradualmente rafforzati i populismi. Come se ne esce?
«Mi ripeto: l’uomo deve tornare al centro dell’attenzione di chi opera per il bene comune. Da una parte c’è il nodo dei populismi, che effettivamente sono molto pericolosi. Dall’altra c’è la realtà dei partiti, ormai frantumata e nella quale è sempre più difficile ricucire. In questo quadro i punti di unità si possono trovare proprio intorno ai valori irrinunciabili. Penso alla persona umana, alla vita dell’uomo, alla famiglia, al lavoro».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Mercoledì 6 Dicembre 2017, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 22:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-12-06 12:12:45
tipo tenere una persona attaccata per anni ad un respiratore?

QUICKMAP