Civiltà antiche a confronto:
scambio culturale tra Paestum e Cina

di Paola Desiderio

Un ponte virtuale da Paestum alla Cina. Il Parco Archeologico di Paestum, infatti, grazie a un accordo del Mibact, in collaborazione con la Direzione Generale dei Musei, è entrato a far parte di un progetto di dialogo culturale tra la Cina e l’Italia. Prenderà così il via una versione contemporanea del Grand  Tour, un viaggio tra i secoli e tra le culture dei due paesi che trasporta in Cina i miti della cultura europea facendoli incontrare con il vastissimo patrimonio culturale cinese.

«Un percorso condiviso è uno scambio su tutela, ricerca, archeologia pubblica, accessibilità e didattica, con la partecipazione attiva di archeologi italiani per scavi in Cina e archeologi cinesi a Paestum» è questo, secondo il direttore Gabriel Zuchtriegel, uno degli obiettivi della collaborazione avviata tra importanti musei cinesi e una delegazione del Mibact guidata dal sottosegretario Dorina Bianchi, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Pompei - la vita infinita” a Chengdu, nella provincia del Sichuan.

La collaborazione prevede anche una serie di mostre «ma prima occorre lavorare sui contenuti: possiamo imparare tanto l’uno dall’altro, un’occasione che non va sprecata».

A Chengdu gli archeologi cinesi, sotto la direzione del professore Wang Yi, stanno portando alla luce il palazzo della dinastia Ming, scoperta al di sotto dello stadio. Qui i due direttori si sono confrontati su vari aspetti: «I problemi che hanno non sono tanto diversi dalle questioni che stiamo affrontando a Paestum, per esempio riguardo la conservazione e la musealizzazione degli scavi o la riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio sotto il quale sussiste un santuario antico dedicato alla dea Afrodite. Vogliamo avviare un dialogo proficuo su questi temi».
Venerdì 9 Febbraio 2018, 16:38 - Ultimo aggiornamento: 09-02-2018 16:38
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