Affetto da tumore a 14 anni:
deve battere malattia e burocrazia

Giovedì 25 Luglio 2019 di Pasquale Sorrentino
Ha 14 anni e sei mesi il protagonista di questa storia. E mai come questa volta la precisione nell'età è importante per capire come a volte la burocrazia è davvero asfissiante. Ma per fortuna poi ci sono le persone che tentano di batterla. Il ragazzo di origine indiane ma residente a Teggiano è affetto da una patologia grave e ha bisogno di cure specifiche e visite immediate. È stato quindi accolto - in modo tempestivo - dal reparto di pediatria del Curto di Polla. Tuttavia considerata la patologia oncologica è necessario un trasferimento in una struttura sanitaria specializzata. È partito così l'iter previsto per questi casi ma con diversi nodi, tra questi l'età del ragazzo. Qualche mese di troppo per essere ospitato in alcune strutture, e troppo piccolo, sempre per questioni di settimane per altre. Purtroppo saltano così - anche con il dispiacere dei vari responsabili interessati - i trasferimenti al Santobono o al Pascale. E anche al Pausilipon e al San Leonardo. Del caso viene interessata anche la direzione generale.

Per aiutare il ragazzo scende in campo una squadra variegata: dalla direzione sanitaria con il dottore Luigi de Angelis (e l'attenzione del direttore Luigi Mandia) e Rosa Campiglia che avviano una serie di telefonate fino ai medici e allo staff del reparto di pediatria. I pediatri del reparto pollese - occorre rimarcarlo - fanno di tutto per fornire le cure migliori al ragazzo e permettere il trasferimento. Del caso si interessa anche il presidente della conferenza dei sindaci per l'Asl, Sergio Annunziata. I telefoni sono cocenti, il problema da risolvere in poco tempo. Anche l'assenza di posti letto è un grande problema. Il ragazzo non può essere ricoverato neanche a Potenza o Rionero. E dopo circa 48 ore di telefonate, richieste e pressing ecco che si trova il posto letto: a San Giovanni Rotondo, in Puglia. Così ieri mattina un'ambulanza è partita dall'ospedale di Polla verso il Gargano. A bordo la caposala di Pediatria per accompagnare il ragazzo e permettere il ricovero. E permettere di avviare le cure necessarie. Una squadra speciale per aiutare il ragazzo a battere burocrazia prima e malattia poi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA