Tumori, ecco la nuova arma: batteri geneticamente modificati

Messi a punto in laboratorio dei batteri geneticamente modificati per fermare il proliferare di patologie tumorali e impedire la formazione di metastasi. È la possibilità dimostrata per ora in modelli animali di diversi tipi di tumore da esperti della Columbia University a New York coordinati da Sreyan Chowdhury. Secondo quanto riferito sul magazine britannico New Scientist, i batteri modificati a partire da un ceppo innocuo di Escherichia coli, sono iniettati direttamente nel tumore e, una volta al suo interno, si moltiplicano fino a raggiungere un numero critico oltre il quale si autodistruggono disperdendo un anticorpo che si lega alle cellule tumorali. Questo anticorpo agisce quindi come un «tag», un'etichetta che scatena una massiccia risposta immunitaria specifica contro la malattia. I tumori normalmente mettono in atto una serie di misure per sfuggire all'attacco del sistema immunitario. In pratica, quindi, con questo approccio la speranza è di riattivare l'azione del sistema immunitario contro la formazione maligna. Nei test su animali si è visto infatti che i batteri geneticamente modificati inducono una reazione immunitaria specifica contro il tumore, portando a una riduzione della massa tumorale e anche a fermare la formazione di metastasi. Resta ovviamente da dimostrare che questa terapia sia efficace anche sui pazienti.
Venerdì 22 Marzo 2019, 16:35 - Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 13:19
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