Lello Arena dirige gli «sposi» Arteteca al cinema: «Comici di razza»

Al cinema «si devono raccontare delle storie e farlo insieme agli Arteteca è facile, perché sono comici di razza e non a caso sono così amati dal pubblico». Lo dice Lello Arena, che ha deciso di tornare alla regia 30 anni dopo la sua opera prima, Chiari di luna, per dirigere il duo comico composto da Enzo Iuppariello e Monica Lima, coppia anche nella vita, nella commedia Finalmente sposi, in sala dal 25 gennaio con Lucky Red in 200 copie. Diventati popolarissimi grazie a Made in sud, gli Arteteca (termine che in napoletano significa irrequietezza, agitazione) hanno esordito da protagonisti al cinema nel 2016 con Vita cuore Battito, diventato una sorpresa al botteghino (oltre un milione e 600 mila euro di incassi e medie copie altissime, a fronte di un budget di 500 mila euro), per poi mettersi alla prova con il cinepanettone Natale a Londra. «Per noi lavorare con Lello è un sogno realizzato - dice Iuppariello - avendo iniziato a fare questo lavoro vedendo La smorfia. Sul set era lui a farci divertire. È come un Barbapapà vero, gigante».
 

Arena ha incontrato gli Arteteca la prima volta in una serie tv di Rai2 «che si chiamava Fatti unici, nella quale ci siamo un pò annusati, studiati e scondinzolati a vicenda. Vista l'affinità di 'capa sciacquà, che è notevole, quando mi è stata offerta la candidatura di regista per il loro film non ho avuto nessun dubbio». Nella commedia, gli eterni fidanzati, Enzo, cassiere, e Monica parrucchiera amante degli shatush arditi finalmente decidono di sposarsi. Il matrimonio per lei non può che essere un sogno grandioso e quindi nonostante i pochi mezzi, e i sopraggiunti licenziamenti, le spese fioccano: dall'elegantissimo vestito al coro di 36 elementi, dalle superbomboniere al pranzo con tanto di servitori spargifiori. La coppia però invece di andare, come annunciato, in viaggio di nozze a Miami, è costretta ad emigrare in Germania, a Wolfsburg, per lavorare e poter così ripagare i debiti. Nonostante varie difficoltà e disavventure, la coppia inizia ad ambientarsi in quella società multietnica. Fra gli altri interpreti Ciro Ceruti (anche cosceneggiatore con Nando Mormone), Nunzia Schiano, Sergio Friscia, Marit Nissen e Salvatore Misticone. Nel susseguirsi di situazioni comiche, si toccano anche temi molto attuali: 'Si parla di emigrazione, immigrazione, integrazione, riscatto, maternità - spiegano gli Arteteca -. Se uno vuole, vedendo il film oltre a ridere può anche riflettere«. Nel secondo film da protagonisti assoluti vi siete sentiti più liberi? »Certo, più liberi, sicuri, siamo molto più bravi« scherza Iuppariello, mimando il naso che si allunga. »E siamo anche molto bugiardi« chiosa sorridendo Monica Lima. »No, stranamente è successo il contrario - sottolinea, tornando serio, Iuppariello -. Il primo film l'abbiamo vissuto come un gioco, qui abbiamo sentito la responsabilità di mostrare qualcosa in più«. Arena sottolinea il loro impegno: »Due comici così che si mettono con passione e determinazione su ogni scena, spendendo tanto tempo per ogni singolo effetto comico, in Italia non li vedevo da tempo. Sono molto felice di aver condiviso quest'avventura con loro e spero ce ne siano molte altre insieme«. Intanto il regista e attore che in questi giorni è in scena a Napoli al teatro Augusteo con 'Parenti serpentì, ha in cantiere anche un evento speciale per ricordare l'amico Massimo Troisi: »Il 19 febbraio, giorno del compleanno di Massimo, a Palazzo San Giacomo a Napoli con l'auspicio dell'assessorato alla cultura e il sindaco De Magistris, racconteremo i dettagli. Si annuncia un evento molto festoso«.
Giovedì 18 Gennaio 2018, 18:03
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