«È nata un'attrice», tutti pazzi per Lady Gaga a Venezia

Sabato 1 Settembre 2018 di Titta Fiore

VENEZIA - Vestita di piume rosa, le spalle e le braccia tatuate, i capelli che in questa fase sono platino, domani chissà, Lady Gaga fa un red carpet spettacolare. «Non sono sexy come tutte le altre» dice nel film di Bradley Cooper che l'ha portata alla Mostra fuori concorso, «A Star is Born» e lo ripete, raccontando di sé e dei suoi esordi, ma ha carisma da vendere. È lei la regina del festival, lei che non si risparmia e firma autografi sotto la pioggia battente, lei guardata a vista da decine di bodyguard, dalla mamma orgogliosa di origini venete e dal fidanzato di turno, Cristiano Carino. Lei che dice, con la voce sottile dell'emozione: «Ho sempre voluto recitare, oggi si avvera un sogno». È abituata a cantare negli stadi, eppure questo esordio veneziano sembra renderla vulnerabile. La storia di «A Star is Born», un classico già interpretato da Judy Garland e Barbra Streisand, rispecchia per certi versi la sua: stesso amore testardo per la musica, stessa gavetta, stessi sacrifici. «Ho cominciato ad esibirmi a diciannove anni, ogni sera portavo il mio piano da un bar all'altro ma, al contrario del personaggio che interpreto, Ally, credevo in me. Sapevo che sarei arrivata al successo». Infatti, molti look dopo, corazzata da trucchi camaleontici e atteggiamenti trasgressivi, miss Stefani Angelina Germanotta è diventata una diva da Grammy. «Truccarmi mi piace, è il mio modo di esprimermi. Ma Bradley mi voleva al naturale. Il primo giorno delle riprese l'ho trovato sulle scale di casa armato di latte detergente: mi sono sentita messa a nudo, ma anche libera di provarci. Nulla è impossibile, se incontri qualcuno che crede in te».
 
Sullo schermo l'incontro tra Cooper, star del folk alcolista e tossico, e Gaga, cameriera in un bar per drag queen dalla voce strepitosa, è di quelli che cambiano la vita. «Lui mi ha accettata come attrice, io l'ho accettato come musicista, eravamo così dentro ai personaggi che tutto ci sembrava naturale». «Lei mi ha fatto sentire bene, è una persona affettuosa e disponibile e poi avere ogni giorno, solo per noi, il concerto di una diva che ha cantato al Superbowl è stato un grande privilegio». Fare il regista, il protagonista e il musicista è stata, per l'attore di «American Sniper», una bella sfida: «Alla fine si impara sempre, si cresce solo quando si è disposti ad affrontare le proprie paure. Cantare davanti a migliaia di persone ai festival di Coachella e di Glanstonbury non è stato uno scherzo». La sfida, per Lady Gaga, sta nell'aver accettato la propria fragilità: «Bradley è un guerriero visionario, con la forza di un ninja è riuscito a tirare fuori da me cose che non sapevo di avere».

Tra canzoni stupende e colpi di scena, il film racconta anche quanto è difficile convivere con il successo. «All'inizio della carriera ho detto molti no, sapevo di non essere la più bella del reame, ma non accettavo suggerimenti sul mio aspetto» confessa Gaga. «Avevo il naso grande? Beh, me lo sarei tenuto. Scrivevo canzoni che i discografici avrebbero voluto far cantare ad altre, mi sono dovuta imporre, sono sempre stata forte. Sapevo che il viaggio sarebbe stato lungo, ma ero certa che sarei arrivata». Che cos'è il successo per Bradley Cooper? «La cosa incredibile della popolarità è il rumore, quando sei famoso sei sempre immerso in una sorta di rumore di fondo: i fan, le serate, il set, tutto è accompagnato dal frastuono... E tutto, all'improvviso, finisce, arriva un momento in cui ci si sente soli. Era questa la sensazione malinconica che ho voluto trasmettere nel film». Alla prima di «A Star is Born» folla delle grandi occasioni: con la supermodella Irina Shayk, compagna dell'attore e neomamma del loro bambino, c'erano Cate Blanchett (anche lei in abito piumato, ma bianco e nero) e Donatella Versace, e a spellarsi le mani per Lady Gaga le colleghe Emma e Levante.

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