Stranger Things debutta a Giffoni con Natalia Dyer e Charlie Heaton: «Ora affrontiamo mostri personali»

Domenica 21 Luglio 2019
Giovani, carini e adorati. Anche innamorati, pare, non solo in scena. In un tripudio di grida e applausi dei ragazzi delle masterclass, sbarcano al 49esimo Giffoni Film Festival Charlie Heaton e Natalia Dyer, ovvero Jonathan Byers e Nancy Wheeler di Stranger Things, la serie drama-fantasy di Netflix ambientata negli anni 80, ormai vero e propria «febbre» da un lato all'altro dell'oceano. «Quando mi hanno chiamato perché avevo vinto il provino - racconta lui - quasi non ci credevo. Ero in Inghilterra e per via del fuso era piuttosto tardi. Ho finto un certo contegno al telefono, ma poi sono corso a svegliare mia sorella». «Io stavo facendo jogging, proprio per smaltire l'ansia dell'attesa - fa eco lei - Ho cominciato a gridare dalla gioia in mezzo alla strada. La gente ha pensato fossi pazza».

La terza stagione, appena rilasciata su Netflix si chiude con un finale amaro che già si rincorrono i rumors sulla quarta. Gli stessi fratelli Matt e Ross Duffer, creatori della serie, avrebbero annunciato un inizio riprese a ottobre. «Davvero? Non ne sappiamo nulla - rispondono i due all'Ansa - Noi attori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose». «I registi non si aprono neanche con noi - dice Natalia - I nostri personaggi sono partiti da contesti molto diversi e si sono ritrovati uniti per combattere un mostro esterno. È bello che siano cresciuti insieme a noi. Ora subentrano altre paure, più personali, e grandi domande come: cosa farò dopo la scuola? Cosa voglio dalla vita? Questa è la sfida che dovranno affrontare andando avanti».

E la loro sfida, affrontando un mondo così impresso nella mente di chi lo ha vissuto, ma a loro così distante, come gli anni '80? «Per me è stata una vera scoperta - risponde Charlie - Conoscevo la musica, ma è stato pazzesco vedere come si viveva, comunicava o si scoprivano le cose quando non esisteva tutta la tecnologia che abbiamo oggi». «Per me la scoperta è stata la permanente ai capelli - sorride lei - E poi l'abbigliamento, così colorato, divertente. Ne ho subito l'influenza». A far da guida, nel cast, anche Winona Ryder, «un'attrice così generosa, quasi una lifeguide, una guida anche nella vita».

E quando un giorno Stranger Things arriverà davvero all'episodio finale? «La fortuna di un attore è affrontare sempre esperienze diverse», risponde Natalia. «Spero di poter fare in futuro cose di altrettanto valore», aggiunge Charlie per il quale si parla anche di un Elephant man con la BBC. «È un progetto molto ambizioso. Ci stiamo lavorando per verificare se sia fattibile», conferma lui. Per Natalia, nell'era del #metoo, oltre alla popolarità, c'è anche la responsabilità di essere un modello per milioni di ragazzine nel mondo. «Quello che più mi è piaciuto del personaggio di Nancy - racconta - è l'idea che compia un percorso di emancipazione. Riesce a superare le sue fragilità. La lotta al sovrannaturale la rafforza nella sua lotta contro l'ingiustizia. Io ho solo 20 anni - aggiunge - ma so che ci sono molte giovani che mi seguono. È un momento importante per le donne, per riconoscere il loro valore, far sapere ciò che pensano. Rendere chiare alcune questioni, il dialogo, aprirsi e parlare è fondamentale. Mi piacerebbe ci fossero più donne registe, più ruoli per attrici, più storie di donne, per andare più a fondo su alcuni temi, ad esempio, il rapporto madre-figlia. Se il cinema ha un potere, è mettere sul tavolo le questioni, raccontarle e affrontarle» © RIPRODUZIONE RISERVATA