Rugby, Italia batte Giappone 21-8
ed è ai quarti alla Coppa del mondo

Rugby diretta live straming adesso: Italia sfida Giappone per i quarti di finale della coppa del mondo femminile
Rugby diretta live straming adesso: Italia sfida Giappone per i quarti di finale della coppa del mondo femminile
Domenica 23 Ottobre 2022, 01:46 - Ultimo agg. 24 Ottobre, 13:49
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​Rugby,  Italia batte il Giappone 21-8 (p.t. 8-5, 2 mete a una) a Auckland e conquista lo storico passaggio ai quarti di finale della coppa del mondo femminile.  Nessuna squadra azzurra, maschi compresi, ci era mai riuscita.

Giocare male e vincere, anzi giocare malissimo e compiere una storica impresa ha un sapore che non ci era dato conoscere fino a quando oggi le azzurre hanno battuto il Giappone nella terra del rugby, in Nuova Zelanda, meraviglioso teatro della nona Coppa del mondo. Per la prima volta ai quarti di finale ai mondiali e non si tratta di un exploit perché da almeno cinque stagioni la nazionale delle donne tiene alto lo standard: l'obbiettivo di arrivare almeno fino a qui era scritto nel marmo, sulle tavole della legge che ispirano sempre di più l'intero movimento ovale italiano. Si può fare. Si può, con sacrificio e passione, portare il rugby azzurro fino a dove non si era mai spinto. E' potente la lezione che arriva da questo gruppo.

Esultanza contenuta

Sorprendenti anche le reazioni delle azzurre alla fine del match vinto con tanta e inattesa sofferenza: pochissima esultanza, qualche abbraccio, sorrisi tirati, proprio nessun eccesso nonostante la conquista di un traguardo così importante e inedito, quasi che la scialba prestazione cotro il Giappone prevalesse sul significato reale della vittoria. Forse senso di responsabilità, si potrebbe dire. Oppure mancanza di abitudine a frequentare queste vette dello sport. Insomma, colpivano davvero le immagini della moderazione nel dopopartita di quel gruppo di ragazze che da anni fa i salti mortali per mettere insieme il pranzo della vita quotidiana (studio, lavoro, ferie da bruciare per i ritiri e trasferte transcontinentali come questi Mondiali) con la cena del rugby  che porta amicizie, grandi soddisfazioni e grandi lividi ma, per tornare al pranzo, solo i limitati euro delle borse di studio federali.

QUI GLI HIGHLIGHTS

Ecco le azzurre da mettere sul piedistallo insieme al loro ct (da 13 anni!) Andrea Di Giandomenico, aquilano, laurea in Letteratura moderna:  le titolari Vittoria Ostuni Minuzzi, Aura Muzzo, Michela Sillari, Beatrice Rigoni, Maria Magatti, Veronica Madia, Sara Barattin, Elisa Giordano (capitana), Giada Franco (di nuovo woman of the match), Francesca Sgorbini, Giordana Duca, Sara Tounesi, Sara Seye,  Melissa Bettoni, Silvia Turani e le ragazze partite dalla panchina Vittoria Vecchini, Gaia Maris, Emanuela Stecca, Valeria Fedrighi, Isabella Locatelli, Beatrice Veronese, Sofia Stefan e Alyssa d’Incà.  

 

L'Italia, prima di questa edizione, di Mondiali ne aveva affrontati 4 degli 8 allestiti dal 1991 anche se quella prima avventura, vinta con molta sorpresa dagli Usa in Inghilterra, fu una sorta di allegro jamboree ovale. Le altre tre volte le azzurre non erano andate oltre il 9° posto (nel 2017 in Irlanda) mentre adesso sono già dentro le prime 8. Affronteranno la Francia a Whangarei sabato 29 ottobre alle 5.30 (ora italiana), diretta Rai2 e Sky Sport Arena e sarà di nuovo bellissimo puntare la sveglia.

Pronostico? Anche se le azzurre hanno battuto le transalpine in estate, non c'è da farsi troppe illusioni: forse avranno il 10% di possibilità di rifare la Storia, con le padrone di casa neozelandesi che si annunciano poi in semifinale. E' vero anche che se non subentrerà un senso di appagamento nelle italiane (queste giocatrici si allenano e giocano come professioniste ma sono studentesse o lavoratrici), il match contro la Francia sarà di quelli da affrontare sapendo che sono le rivali (professioniste per davvero) ad avere tutto da perdere. Non è un vantaggio da poco.

I complimenti di Giovanni Malagò

Certo non bisognerà ripetere l'immane pasticcio del match contro le Giapponesi, sì arciveloci e sguscianti, ma sempre dodicesime al mondo rispetto alle azzurre che abitano al quinto pianto del ranking.

Vincere appunto giocando male anzi malissimo è da grande squadra, ma se guardate il tweet sotto che cristallizza il fischio finale dell'arbitro irlandese Cogger-Orr (pure lei gran pasticciona) vedrete che le azzure esultano con molta compostezza nonostante la conquista dello storico passaggio ai quarti di finale, mancati dagli uomini in 9 occasioni su 9. Non si dovrebbe, in realtà, fare questo paragone, perché i due mondi restano ancora molto distanti, ma intanto le donne ai quarti ci sono davvero andate grazie a una sontuosa vittoria contro le gigantesche americane in un match dal pronostico incerto, una sconfitta logica, ma non sconcia, contro le colossali canadesi e infine una vittoria sofferta più di un giorno senza pane contro le giapponesi che con forti certezze si riteneva potessero essere annienate.

Macché annientate, le saettanti nipponiche sono restate in partita fino a 2 minuti dalla fine grazie al Rugby Horror Picture Show inscenato dalle italiane oggi senza capo né coda a cominciare dalle due che dovevano usare più fosforo: le mediane e veterane Sara Barattin, 110 caps, istruttrice in palestra, e Veronica Madia, 35 caps, impiegata. Il piano contro le giapponesi non poteva che essere basato su un tatttica chiusa: ovvero palla giocata dalle 8 del pack senza rischiose avventure al largo, tenendo basso il più possibile in ritmo. E' proprio il contrario dell'atteggiameno innato delle azzurre che prediligono le vaste praterie. Invece Barattin si è fatta prendere dalla frenesia pur trovandosi troppo spesso in ritardo nei raggruppamenti. E Madia ha sbagliato una quantità industriale di passaggi, sempre affrettata nelle scelte. Un disastro che ha mandato in tilt tutta la squadra, sbiadito esempio dell'Italia vista nei primi due match. Sarà stata di certo la tensione perché in gioco c'era tantissimo, ma certi errori non sono giustificabili a questo livello così come le 17 punizioni incassate, un'enormità.  

Primo tempo

Assai rarefatto  l'azzurro sul prato smeraldo dello stadio Waitakere di Auckland: si arriva al the con l'Italia in vantaggio 8-5, una miseria frutto di un catalogo degli orrori esibito dalle italiane schiacciate dalla tensione della partita più importante della loro carriera. Devono battere, magari largamente, il Giappone che vale la 12a posizione nel ranking mondiale mentre loro veleggiano nella 5a, ma giocando così male rischiano di brutto. E' vero che il match vale un Perù, vale il passaggio ai quarti di finale dei mondiali, paradiso mai raggiunto dalle azzurre e anche dagli azzurri. Difficile ricordare altri 40 minuti così pasticciati dall'Italia, con il viso del ct Andrea Di Giandomenico sempre più corrucciato. Male le veterane Barattin e Madia, frenetiche nel tentare di dettare il ritmo al gioco quando invece avrebbero dovuto ragionare, pessima anzi terrificante la gestione di mischie, touche e calci di liberazione: due touche gettate al vento per lanci storti, due mischie boomerang (introduzione per noi, penalty per le giapponesi), due calci in touche balbettati da Rigoni e Madia. Troppa immaturità, troppa carenza di rigore tattico, troppi regali alle giapponesi persino sorprese da tanta generosità azzurra. Le nipponiche non attendono altro che di schiacciare il tasto di "avanzamento veloce": hanno subìto le azzurre solo fino al 9', quando Magatti ha portato in avanti l'Italia al termine dell'unica azione corale imbastita decentemente. Decisivo ancora una volta uno slalom di Aura Muzzo (studentessa Isef), con assist a un soffio sulla linea di meta. Poi però black out azzurro e compagne con le giapponese che hanno sempre condotto il gioco fino a pareggiare con ampio merito al 29' con Hosokava dopo ripetute cariche sulla linea. Al 36' il penalty non facile piazzato dalla Sillari per l'esiguo vantaggio dell'Italia che però deve svegliarsi per dimostrare di meritare lo storico passaggio ai quarti. 

Secondo tempo

Peggio che andare di notte: le azzurre in apertura si mangiano almeno tre mete mancando goffamente l'ultimo passaggio con Muzzi, Ostuni-Minuzzi (studentessa di Fisioterapia) e Tounesi (studentessa della facoltà di Lingue) poi subiscono ancora la mobilità delle giapponesi che al 49' pareggiano dalla piazzola (8-8). Si doveva vincere, e si poteva vincere, segnando almeno quattro mete, ma sono i due penalty piazzati dall'ingegnera civile Michela Sillari (ora l'italiana con più punti segnati durante i Mondiali, 40, 7 più di Michela Tondinelli) al 52' e al 67' che scavano di nuovo un piccolo solco (14-8) che non basta però a mettere il match in sicurezza. Una meta in mezzo ai pali delle giapponesi che contrattaccano da ogni dove farebbe crollare il castello, oggi di carta, delle azzurre. In piena zona Cesarini, al 78', Melissa Bettoni (insegnante di educazione fisica) sfonda finalmente la difesa giapponesi per il definitivo 21-8, grazie alla trasformazione della Sillari. Che fatica. Forse il ct, che ha bersagliato di pugni il tavolino in tribuna - e non gli capita proprio mai -  doveva cambiare prima la Barattin con Sofia Stefan (allenatrice in palestra) anche se con il risultato in bilico non è facile cambiare assetto.  Sopra la media - bassa - delle compagne, la capitana Elisa Giordano e anche Bettoni e Franco, ma contro la Francia bisogna rispolverare l'Italia che ha battuto gli Usa dimenticando quella che ha tanto faticato col Giappone.

Dopo partita

Andrea Di Giandomenico: “Arrivare ai quarti di finale è un traguardo importante, diverso da quelli che abbiamo raggiunto in passato. Siamo orgogliosi e soddisfatti. E’ un risultato frutto anche del supporto della Federazione del lavoro dei club e chiaramente delle ragazze in campo. Tutto il movimento italiano merita questo traguardo. Noi dobbiamo rimanere concentrati sulla prestazione che non è stata delle migliori. Mi dispiace, rientra nelle mie responsabilità. Dobbiamo ritrovare energia e fiducia nel nostro gioco per esprimerlo al meglio nel prossimo impegno. Chiaramente siamo felici del risultato raggiunto e condividiamo questa felicità con tutto il movimento” ha sottolineato.

Silvia Turani

“E’ stato un match equilibrato in cui il Giappone ci ha messo in difficoltà. Nonostante non abbiamo offerto la nostra migliore performance è stato importante per noi rimanere unite per tutti gli 80 minuti raggiungendo un risultato importante. Adesso il nostro focus sarà sul lavoro in settimana verso i quarti di finale” ha detto Silvia Turani 

Il presidente della Fir, Marzio Innocenti

"E' una notte di gioia allo stato puro per tutti i rugbysti e le rugbyste italiane ed io la sto assaporando come un momento storico, sognato da generazioni di giocatori e giocatrici italiane. A queste ragazze era stato dato un obiettivo e lo hanno raggiunto. Adesso so che il loro capitano ne ha indicato un altro".

I quarti di finale

Questa la composizione dei quarti di finale (tra parentesi la posizione raggiunta nella classifica globale al termine della fase a gironi): Francia (4) v Italia (5) – 29.10.22 – ore 16.30 (5.30 ITA), Nuova Zelanda (1) v Galles (8) – 29.10.22 – ore 19.30 (8.30 ITA); Inghilterra (3) v Australia (6) – 30.10.22 – ore 13.30 (2.30 ITA); Canada (2) USA (7) – 30.10.22 – ore 16.30 (5.30 ITA)

Quattro volte la Francia

Francia e Italia si sono già affrontate tre volte quest'anno: al Sei Nazioni (vittoria delle transalpine 39-6), poi nelle
partite di preparazione ai Mondiali (altra vittoria francese 21-0 poi successo 26-19 delle azzurre). Quattro sfide in un anno: nai accaduto prima.

Il tabellino di Italia-Giappone

Auckland, Waitakere Stadium - domenica 23 ottobre
Rugby World Cup, Pool B - III giornata
Italia-Giappone 21-8 (p.t. 8-5)
Marcatrici: p.t. 9’ m. Magatti (0-5); 29’ m. Hosokawa (5-5); 37’ cp. Sillari (5-8); s.t. 9’ cp. Otsuka (8-8); 13’ cp. Sillari (8-11); 26’ cp. Sillari (8-14); 38’ m. Bettoni tr. Sillari (8-21)
Giappone: Matsuda; Nagura, Furuta, Yamamoto (15’ st. Nakayama), Imakugi (33’ st. Anoku); Otsuka, Abe (3’ st. Tsukui); Saito, Nagata, Hosokawa (26’ st. Korai); Takano (18’ st. Kawamura), Sato (12’ st. Yoshimura); Kato (13’ st. Lavemai), Taniguchi, Minami (cap, 20’ st. Komaki)
all. McKenzie
Italia: Ostuni-Minuzzi; Muzzo, Sillari, Rigoni, Magatti; Madia, Barattin (32’ st. Stefan); Giordano (cap), Franco (33’ st. Veronese), Sgorbini; Duca, Tounesi (32’ st. Fedrighi); Seye, Bettoni, Turani
all. Di Giandomenico
Arb. Cogger-Orr (Canada)
Calciatrici: Sillari (Italia) 4/5; Otsuka (Giappone) 1/2
Cartellini: 23’ st. giallo Imakugi (Giappone)
Player of the Match: Franco (Italia) 

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