Ferrari, Binotto fa autocritica:
«Sei pole ma tre vittorie, non basta»

Martedì 29 Ottobre 2019
«Veniamo da sei pole position consecutive, ma anche da tre vittorie nelle ultime sei gare: noi vogliamo più di questo». La Ferrari sbarca in Usa per cercare di chiudere la stagione con più certezze che dubbi: il team principal Mattia Binotto evidenzia i progressi fatti dalla SF90 nel corso della stagione, ma anche domenica scorsa, in Messico, qualcosa soprattutto al muretto non ha funzionato. «Ci incoraggia il fatto di sapere di avere un pacchetto vettura che ci mette in condizione di lottare per il gradino più alto del podio sulla maggior parte dei tracciati - sottolinea Binotto in vista della prova di domenica prossima ad Austin -. Si tratta senza dubbio di un miglioramento rispetto a come avevamo iniziato la stagione e di questo va dato merito al duro lavoro fatto dai ragazzi, tanto a Maranello che in pista, che ci ha permesso di tornare competitivi». Il mondiale è alle battute finali (da correre ancora i gp Usa, Brasile e Abu Dhabi) e la Ferrari lavora già in prospettiva prossima stagione. «Le ultime tre gare della stagione ci devono servire come un banco di prova nel quale svilupparci come gruppo di lavoro e per imparare a operare nella maniera migliore possibile in vista della prossima stagione - sottolinea Binotto -. Davanti la lotta è molto serrata e ogni dettaglio conta per portare a casa un numero più alto di vittorie. Speriamo che Austin sarà il luogo adatto per mettere in pratica questi concetti. Ovviamente l'attenzione di tutti sarà sulle gomme dopo la sorprendente longevità mostrata dalla mescola dura di Pirelli in Messico. Sappiamo che ogni pista porta la sua componente di sorprese: da parte nostra dobbiamo riuscire a inquadrare le possibili dinamiche per prepararci a reagire ogni volta nella maniera migliore. Lo scorso anno abbiamo vinto e il team è quanto mai motivato a portare a casa un ottimo risultato».

A caccia di riscatto Charles Leclerc, che, partito dalla pole, si è dovuto accontentare del quarto posto in Messico. «Mi piace molto gareggiare negli Stati Uniti e in particolar modo ad Austin - dice il giovane pilota della Ferrari -.La pista è altrettanto unica. Nel costruirla si è preso spunto da varie parti di altri circuiti celebri del mondo ed è una sfida molto interessante da affrontare
». Sebastian Vettel, reduce dal secondo posto di domenica, guarda con fiducia anche all'appuntamento americano: «La strategia di solito è aperta: si può far bene sia con una che con due soste ai box - spiega il pilota tedesco -. Credo che la pista, anche considerando il risultato dello scorso anno, sia adatta alla nostra vettura, ma abbiamo imparato che non è mai saggio dare per scontato qualcosa. Meglio scendere in pista prima di sbilanciarsi». Ultimo aggiornamento: 19:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA