Avellino, «lupi» all'assalto del Potenza
l'unico dubbio è Charpentier

Lunedì 11 Novembre 2019 di Marco Ingino

Con la società sempre in vendita, una curva sud senza più direttivo e una squadra che potrebbe essere priva di Charpentier, il suo uomo simbolo, l'Avellino di Eziolino Capuano chiude questa sera il ciclo terribile contro le big del campionato, fischio d'inizio alle 20,45, sotto i riflettori del Partenio-Lombardi e le telecamere di Raisport. Dopo aver affrontato Bari, Ternana, Reggina e Catanzaro, i biancoverdi ospitano il sorprendente Potenza che per settimane ha conteso la testa della classifica alla Reggina. Ferito nell'orgoglio proprio dalla sconfitta interna rimediata domenica scorsa contro la capolista, il team lucano proverà a rilanciarsi in Irpinia dove manca da venticinque anni (i lupi si imposero per 2 a 0 con in panchina Di Somma) ed ha vinto soltanto nel 1963. Numeri che servono a confortare solo in parte un Avellino che ha ormai abrogato da tempo la legge del Partenio-Lombardi.

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Paradossalmente i biancoverdi hanno finora conquistato 9 punti in trasferta, nell'arco di 6 gare, e appena 5 in casa in ben 7 incontri disputati. Uno score da retrocessione che Di Paolantonio e compagni saranno chiamati ad invertire contro un avversario che si presenta ad Avellino con dieci punti in più in classifica e altrettanti raccolti lontano dalle mura amiche. Come se non bastassero i problemi extracalcistici, a rendere il compito della squadra di Capuano ancora più difficile ci si è messo pure il classico imprevisto della vigilia. Gabriel Charpentier, il ventenne attaccante francese arrivato dalla Lettonia che ha finora messo a segno 5 reti in 10 gare tenendo a galla l'Avellino, è in forte dubbio. Il bomber transalpino, nel corso di una delle tante esercitazioni su palle da fermo provate in mattinata, ha rimediato un pestone sulla caviglia destra da un compagno. In maniera precauzionale, nel corso della rifinitura di ieri sera, Charpentier è rimasto praticamente inoperoso anche perché il dolore non è andato via. Capuano ha deciso lo stesso di portarlo in ritiro ed affidarlo alle cure del dottore Gennaro Esposito che ha spesso fatto miracoli. L'impressione è quella che possa farcela almeno per una staffetta con Albadoro.

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Nelle intenzioni dell'allenatore di Pescopagano, infatti, c'è l'idea di riproporre il francese in coppia con Micovschi esattamente come accaduto a Catanzaro. L'esperimento non è dispiaciuto a Capuano che, così facendo, potrebbe tentare di aggredire alta la squadra avversaria e lo stesso Dettori, ex al pari di Antonello Giosa, che il Potenza schiererà in cabina di regia sia in caso di 3-4-3 che di 3-5-2. Per il resto la formazione biancoverde non dovrebbe registrare stravolgimenti. Ad eccezione del solito dubbio sul portiere, che Ignoffo ha lasciato in eredità a Capuano, le scelte appaiono abbastanza scontate anche perché Santiago Morero non è apparso al top della condizione. L'argentino, che manca in campo dalla sfida pareggiata contro il Bari in casa, potrebbe partire dalla panchina lasciando a Zullo il compito di registrare la difesa con Illanes a destra e Laezza a sinistra. Per quest'ultimo, reduce da due errori in fotocopia contro Reggina e Catanzaro rimarcati dallo stesso Capuano, quella di questa sera sarà una gara da osservato speciale. Si prospetta invece un match di grande sacrificio per Alessandro Di Paolantonio che il tecnico ha in settimana catechizzato spesso nella fase di non possesso. Temendo nel corso della partita il posizionamento di un fantasista a ridosso delle due punte, infatti, Capuano ha già affidato all'ex Teramo l'impegno di prenderlo in consegna. Chiaramente, in una mediana che si prospetta particolarmente affollata pure per la scelta di Raffaele di mettersi a specchio, Di Paolantonio dovrà essere supportato in maniera costante sia dai due interni, De Marco e Rossetti, che dai due esterni, Caljak e Parisi.

Da giovedì sera la curva Sud è senza direttivo per la decisione assunta dai quindici componenti che, in disaccordo sulla linea da seguire, hanno rimesso il loro mandato. Venuto meno l'organo di governo, che rappresentava un po' le varie anime e i vari gruppi dello zoccolo duro del tifo biancoverde, questa sera per la prima volta si capirà quanto questa scelta inciderà pure sul tifo della curva. L'incitamento di certo non mancherà così come la presenza di bandiere, tamburi e steccati identificativi dei vari gruppi che saranno come sempre al loro posto. Incerta invece è l'esposizione dello striscione con la scritta Avellino che dal 2009 si decise di far capeggiare in Curva evitando di tappezzarla con decine di striscioni.
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