Avellino, Circelli vuole 250mila euro
per lasciare la società a Izzo

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Titti Festa
La sceneggiata continua ma la fine è vicina. Entro la giornata di oggi la guerra tra Luigi Izzo e Nicola Circelli dovrebbe finire. Per forza di cose. Venerdì c'è la scadenza della Covisoc e non rispettarla vorrebbe dire invalidare il passaggio di proprietà dalla Sidigas alla Idc. I due soci, nella giornata di ieri, hanno comunicato attraverso legali e commercialisti, ma non è escluso un confronto di persona a breve. Ebbene Luigi Izzo sarebbe vicino alla soluzione per poter ottenere tutto il pacchetto azionario dell'Us Avellino 1912. Come si è arrivati all'intesa resta ancora da stabilire. I particolari saranno spiegati in un comunicato stampa che verrà emesso nelle prossime ore. Di certo si sa che Circelli aveva chiesto una cifra per uscire di scena. Una cifra pari all'investimento complessivo fatto sinora nel club biancoverde, che si aggirerebbe intorno ai 250 mila euro ( insieme a Riccio di Innovation Football). Izzo però, in base ai suoi conteggi, vorrebbe limare ancora la somma, ma nonostante tutto l'accordo sarebbe vicino. Il passo successivo all'addio dell'attuale amministratore delegato dell'Us Avellino quale sarà? Alla finestra ci sono gli imprenditori irpini di cui si è a lungo parlato. Il gruppo D'Agostino, Marinelli e Matarazzo. Ma sarebbero stati contattati anche Alberto e Igino Jacovacci e la famiglia De Matteis che però, come De Vizia, è più attratta dal basket che dal calcio. Ebbene una volta che Luigi Izzo avrà preso la maggioranza delle quote, Autorino e De Lucia rimarrebbero al suo fianco, si aprirebbe un discorso con i colleghi irpini. Due le possibili strade: o una sponsorizzazione esterna o un discorso di ampio raggio con quote alla pari, investimenti che abbiano un obiettivo ben preciso ed una struttura manageriale capace di gestire il tutto. Venerdì la Covisoc aspetta i documenti integrativi relativi alla solvibilità e solidità bancaria, il 16 ( in realtà almeno tre giorni prima) vanno pagati gli stipendi, altrimenti non c'è solo il rischio penalizzazione ma anche quello di una immagine sempre più danneggiata. Infatti dopo l'attacco del procuratore Fifa Oliver Marco Tsongoui nei confronti del socio dell'Avellino Ciriaco Cusano, non è da escludere che possano scattare anche denunce da parte dello stesso Luigi Izzo, del tutto all'oscuro di questa situazione. Poche ore e si farà chiarezza su tutto. I
I TIIFOSI
I supporter biancoverdi non stanno a guardare e sono pronti a clamorosi atti di protesta. Ieri sera c'è stato un durissimo comunicato della Curva Sud. «Pensavamo di non dover arrivare a prendere una posizione drastica riguardo il nostro amato Avellino, ma il teatro indegno offerto da questi 5 commedianti da strapazzo, a cui si aggiunge una repressione insopportabile verso ogni nostra forma di dissenso, ci costringe a scegliere l'unica strada al momento possibile. Come curva invitiamo tutta la tifoseria a disertare il Partenio/Lombardi e a disertare le trasferte, fino a quando non si sarà fatta luce e chiarezza sulla vergognosa situazione societaria. Siamo stanchi di questi loschi individui, stanchi di queste figuracce mondiali, stanchi di vivere le nostre passioni nelle aule dei tribunali, stanchi di dover prestare il fianco a disonesti faccendieri, stanchi di assistere a puerili litigi su tv, social o comunicati stampa. Ne abbiamo le scatole piene. Per tutto esiste un prezzo, ma non per la nostra dignità, è ora che venga liberata questa società»,
Intanto come anticipato già ieri dalle colonne de Il Mattino la Commissione Accordi Economici ha emesso la sentenza relativa a quattro tesserati della scorsa stagione che non hanno ricevuto il pagamento dello stipendio relativo al mese di giugno, quando l'Avellino era ancora nelle mani di Gianadrea De Cesare. Si tratta di Filippo Capitanio, Ettore Lagomarsini, Niccolò Dondoni e Nicola Ciotola. Per Capitanio la cifra è pari a 3230 euro, 3000 per Lagomarsini, 2750 per Dondoni, 3800 per Ciotola. La Commissione infatti ha bocciato le controdeduzioni del club biancoverde, presentate in modo tardivo, e ha condannato lo stesso a pagare entro trenta giorni
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