Napoli, il grande flop abbonamenti:
«Ma più di così non potevamo fare»

Lunedì 19 Agosto 2019 di Pino Taormina
«Ma non è un dato negativo, al contrario: la campagna abbonamenti è iniziata tardi rispetto agli altri club e conosciamo le abitudini dei nostri tifosi. Siamo in pieno agosto. Peraltro noi più di così non potevamo fare: vogliamo la gente sugli spalti e lo dimostra la nostra politica dei prezzi». L'head of operation del Napoli, Alessandro Formisano, guarda l'altra faccia della medaglia: novemila abbonamenti venduti a quasi un mese dalla prima in campionato non sono un risultato sconfortante. Peraltro tenendo conto che già è stata superata la quota di due stagioni fa.

Direttore Formisano, il Napoli è la big che ha venduto meno di tutte?
«Ma non si possono fare paragoni con altre realtà: le nostre vendite sono in linea con quelle che erano le nostre attese in questo periodo. Nessuno, in società, immaginava il tifoso comprare l'abbonamento nella settimana di Ferragosto. Non mi pare che ci sia una flessione rispetto al passato».
 
Potevate iniziare la vendita prima?
«Impossibile. Abbiamo dovuto attendere che la struttura che si è occupata dei lavori per conto delle Universiadi ci presentasse la mappa dei posti disponibili. Che abbiamo avuto solo a fine luglio. E appena ricevuta abbiamo iniziato con le vendite. La risposta è stata positiva, in giro vedo tutto tranne che segnali di disamore».

Non è che la colpa è delle tv, perché un posto in prima fila i tifosi già ce l'hanno, anche rimanendo a casa?
«Il nostro stadio, dopo i lavori fatti in occasione delle Universiadi, non è più scomodo e inospitale come era fino a qualche mese fa. Sarà un piacere guardare le gare dalle tribune. E la nostra politica dei prezzi è finalizzata ad avvicinare la persone alle partite dal vivo, all'interno di un impianto nettamente migliorato rispetto a quello che tanti hanno visto in occasione dell'ultima dello scorso campionato con l'Inter: è una scelta del presidente De Laurentiis che ha voluto i prezzi più bassi degli ultimi 9 anni proprio perché vuole avere una sinergia tra pubblico e squadra. In serie A nessuno ha i nostri prezzi».

Non è che c'è chi aspetta la fine del mercato?
«Credo di no. Mi pare che sia stata attrezzata già una squadra molto competitiva, una squadra che da anni lotta per il vertice. Noi abbiamo introdotto dei vantaggi che non sono di poco conto: anche il fatto che per cinque volte si possa cambiare utilizzatore è una novità straordinaria. E si può cambiare il nome di chi entra soltanto con una segnalazione».

Insomma, se la gente non compra l'abbonamento non è colpa vostra?
«Ma da qui un mese, perché anche dopo Napoli-Sampdoria del 15 settembre sarà possibile sottoscrivere la tessera, aumenteremo e non di poco le vendite. I nostri tifosi sanno che vedere il Napoli regala spettacoli bellissimi e sanno pure che c'è una grande convenienza a farlo: comprare l'abbonamento di Curva costa 269 euro, quello dei Distinti 499. Si risparmia circa il 40 per cento. Noi vogliamo uno stadio pieno, perché siamo sicuri che questa squadra lo merita».

Peraltro, basta fare due conti: già avete comunicato che per le 4 sfide con Milan, Juventus, Roma e Inter una Curva costerà 40 euro.
«Anche questo, basta fare due conti per capire che al tifoso conviene garantirsi il posto per 19 partite. Noi è quello che vogliamo. E siamo sicuri che le vendite degli abbonamenti cresceranno nelle prossime settimane». © RIPRODUZIONE RISERVATA