Napoli spuntato, ma non è tutto nero:
difesa blindata anche senza Albiol

Lunedì 18 Febbraio 2019 di Gennaro Arpaia
Trentatré anni compiuti lo scorso settembre e la sensazione forte di essere ancora indispensabile. Raul Albiol non vuole saperne ancora di fermarsi, il suo contratto con il Napoli scade nel 2021 e nessuno si sognerebbe di lasciarlo andar via a cuor leggero. Ha saputo affermarsi negli anni in modo silente: campione del mondo e d’Europa, modellato dagli anni al Real Madrid, lo spagnolo è sempre stato il fattore decisivo della difesa napoletana negli ultimi anni. E la coppia con Koulibaly è tra le migliori del continente: da una parte la qualità dell’esperienza, dall’altra l’atletismo e la forza di uno dei migliori centrali al mondo.

Trentatré anni, però, non sono facili da sopportare nemmeno per uno come Raul: l’operazione di pulizia al ginocchio della scorsa settimana ha messo fine ad un lungo periodo di acciacchi fisici e potrà tornare ad allenarsi tra un mese con la speranza di non avvertire più alcun problema. Il Napoli, nel frattempo, ha dovuto cercarsi il suo sostituto: Nikola Maksimovic ha giocato sette delle ultime nove gare di campionato, è stato titolare in entrambe le uscite di Coppa Italia ed anche in Europa League a Zurigo. Con buoni risultati.
 

Se fino ad un anno fa, infatti, l’assenza di Albiol tra i titolari era un vero e proprio problema per la difesa azzurra, con Ancelotti qualcosa sembra essere cambiato. Undici sono le gare fin qui senza lo spagnolo in ogni competizione e solo 4 sono le reti incassate dalla difesa napoletana: una in campionato (contro l’Empoli), due in Coppa Italia contro il Milan e una ancora in Europa League, lo scorso giovedì. E, soprattutto, la porta inviolata nelle ultime quattro uscite, tre senza lo spagnolo. Dati che fanno ben sperare soprattutto se rapportati a quanto accaduto nella stagione 2017-18.

Anche nell’ultimo anno di gestione Sarri, infatti, Albiol era mancato dalla formazione titolare per undici volte. In quel caso, però, i gol subiti dal Napoli erano stati ben 12, più di un gol subito per match. Con il centrale serbo prestato da gennaio allo Spartak Mosca, erano stati Tonelli e Chiriches a raccogliere l’eredità di Albiol senza grossi risultati. La «cura» Ancelotti potrebbe aver facilitato la transizione e il dopo Albiol, con lo spagnolo che sta bene a Napoli ma in testa ha sempre il rientro in patria. E la voglia di chiudere la carriera a casa sua, con quel Valencia in cui tutto era cominciato. Ultimo aggiornamento: 17:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA