Youth4Climate, mezza Italia rischia di scomparire: 349 animali e piante verso l'estinzione

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Mariagiovanna Capone
Youth4Climate, mezza Italia rischia di scomparire: 349 animali e piante verso l'estinzione

Dopo i 400 giovani delegati a Milano per la Youth4Climate, il testimone è passato ai leader. Tra loro il premier Mario Draghi che ha ringraziato tutti i giovani intervenuti ammettendo «che dobbiamo fare di più, molto di più». L'Italia, ha ricordato il presidente del Consiglio, ha stanziato il 40% delle risorse nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per la transizione ecologica: «Il nostro obiettivo è quello di aumentare la quota dei rinnovabili nel nostro mix energetico, rendere più sostenibile la mobilità, migliorare l'efficienza energetica dei nostri edifici e proteggere la biodiversità». Malgrado gli impegni presi, la biodiversità continua a essere in pericolo e sta diminuendo a un livello senza precedenti. Perdita e frammentazione degli habitat, cambiamenti climatici, sovra sfruttamento delle risorse, introduzione di specie aliene invasive e inquinamento sono le minacce principali che stanno causando questa perdita e danneggiando al tempo stesso gli ecosistemi natura. Ma ci sono anche buone notizie che stimolano ad agire con più forza e tenacia: in Italia ricompaiono lo sciacallo dorato e il castoro, mentre nei mari nuovi avvistamenti di foca monaca e aumento delle nidificazioni della Caretta caretta, in particolare lungo la costa cilentana. 

Secondo l'ultimo Rapporto Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla biodiversità in Italia, sono ancora a rischio specie e habitat marini e terrestri che popolano il nostro Paese. Sebbene siano tutelati ormai da decenni, sono in stato di conservazione sfavorevole il 54% della flora e il 53% della fauna terrestre, il 22% delle specie marine e l'89% degli habitat terrestri, mentre gli habitat marini mostrano status favorevole nel 63% dei casi e sconosciuto nel restante 37%. L'Italia e tra i Paesi europei con maggior ricchezza di specie e habitat e con i piu alti tassi di specie esclusive del proprio territorio. I dati presentati nel Rapporto, infatti, riguardano 336 specie di uccelli, 349 specie animali e vegetali e 132 habitat presenti nel nostro territorio e nei nostri mari, oltre che 31 specie esotiche invasive. Il 35% di quest'ultime, individuate come le piu pericolose a scala europea presenti in Italia, non è stato ancora oggetto di alcun intervento gestionale finalizzato al contrasto.

A preoccupare è lo stato di salute della flora italiana, in particolare quella appenninica al centro di diverse azioni di tutela, e della fauna marina e terrestre. Tra i fiori appenninici a rischio: Scarpetta di Venere, Adonide ricurva, Iris Marsica, Aquilegia della Majella, solo per citarne alcuni. In pericolo anche diversi uccelli nidificanti che popolano la penisola come Cormorano Atlantico, Capovaccaio, Gipeto, Bigia padovana, senza dimenticare quelle specie che popolano il Mediterraneo come tartarughe marine, delfini, uccelli ed elasmobranchi (squali e razze), sempre più oggetto del cosiddetto bycatch, le catture accidentali della pesca professionale. 

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Nel report Biodiversità di Legambiente, invece, si segnalano anche alcuni ritorni come quello dello sciacallo dorato, carnivoro poco più grande di una volpe originario dei Balcani meridionali, arrivato nel 1984 in Italia e che sta continuando a espandersi nella Penisola. Quest'anno c'è stata la prima riproduzione a Parma e lo sciacallo dorato, che si nutre di carcasse e piccoli animali, pare destinato a continuare la sua marcia silenziosa nel nostro Paese. Anche il castoro, estinto in Italia già da cinque secoli a causa della caccia intensissima alla quale è stato soggetto per secoli, da un paio d'anni è riapparso in Italia, nella foresta di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia. Per ora si tratta di un solo esemplare arrivato dall'Austria.

Buone notizie sul fronte della biodiversità marine: quest'anno c'è stato un boom di nidificazioni di tartarughe marine. Il primato regionale spetta alla Calabria con 77 nidi, seguita da Sicilia con 57 e Campania con 56. Il Cilento, però, conquista un record e si conferma una delle aree preferite per le deposizioni, diventando la nursery prediletta dalla Caretta caretta, tra le tartarughe più comuni nel Mediterraneo inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate della Iucn (l'Unione internazionale per la conservazione della natura) con 34 nidi censiti e il numero maggiore (9 nidi) registrato ad Ascea e Marina di Camerota.

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