Saman Abbas poteva essere salvata? La trappola per la ragazza ricostruita a Quarto Grado

Venerdì 18 Giugno 2021 di Eva Carducci
Saman Abbas poteva essere salvata? La trappola per la ragazza ricostruita a Quarto Grado

Saman Abbas è morta a seguito di una trappola premeditata? Tutto sembrerebbe dipeso dal no a un matrimonio combinato. Nello scalo internazionale di Malpensa sono stati visti l'ultima volta, prima di partire per il Pakistan, i genitori di Saman Abbas, adesso indagati di aver lasciato la figlia nelle mani dello zio.

Cosa si conosce del caso fino a questo momento? Come è stato ricostruito nella trasmissione Quarto Grado condotta da Gianluigi Nuzzi, il 14 settembre del 2020 Saman è tornata in Italia dopo un viaggio in Pakistan. Insofferente alle rigide regole il 27 ottobre denuncia i genitori per averle organizzato un matrimonio combinato con un cugino. I servizi sociali la trasferiscono in una comunità protetta, dove può vivere la vita che ha sempre desiderato. Un tentativo di rappacificazione o una trappola mortale quella tesa dalla madre poi poco più avanti, tramite sms?: «Torna, faremo come vuoi tu».

Il matrimonio combinato per Saman Abbas

Il 29 aprile poi è l'ultimo giorno in cui è stata vista la giovane, mentre il 1° maggio è stata ipotizzata come data della morte della giovane, mentre dal 6 maggio i restanti familiari si danno alla fuga, dove il fratello di Saman è stato fermato a Imperia. Per gli inquirenti la morte della sorella è stata premiditata e a compiere il gesto è stato lo zio. 

L'Sms della mamma: “Torna, faremo come vuoi tu”. Una cultura e una fede hanno allora superato la forza dell'istinto materno? Una ragazza che voleva amare chi voleva ma non ne aveva il permesso.

 

L'11 aprile Saman ha lasciato la comunità, nessuna lite nei primi dieci giorni, in cui non succede niente. Dall'11 al 20 aprile Saman era dal fidanzato a Roma, per poi spostarsi nel frosinate. Successivamente al 20 è tornata a casa. Le conseguenze sono arrivate perché ha raccontato questa fuga d'amore da punire? Una "fuitina" è la causa della morte della giovane?

Perché non arriva però il mandato di cattura internazionale nei confronti dei genitori di Saman? Questa la dichiarazione del fratello: «Mio padre e madre si colpivano con i pugni in testa. Mio zio ha fatto tutto questo, mia madre diceva di non sapere. Abbiamo pianto tutti, anche mio zio. Mia madre pingeva sul divano. I miei cugini sono forti ma hanno rispetto verso di lui, non avrebbero mai reagito. Nella nostra religione se una donna smette di essere mussulmana deve essere uccisa tramite lapidazione. Nel periodo del Ramadan però non è possibile uccidere qualcuno ma loro l'hanno fatto e hanno  detto che era giusto anche se era Ramadan. Mio zio non rispettava il Ramadan, mio padre sì ma solo quando poteva, come la domenica, io e mia mamma sempre. Quella sera poi sono venuti a casa anche i nostri cugini, sono entrati dalla porta davanti. Non so se sono rimasti a dormire, perché dopo aver pianto tanto mi sono addormentato, quindi non lo so. I miei genitori sono partiti, mi hanno baciato in testa e se ne sono andati. Non ho potuto piangere perché c'erano anche altri pakistani nella macchina che li ha portati via. Mi hanno solo detto che ci saremmo rivisti presto. Il giorno che sono andati via con mio zio non sapevo che saremmo partiti anche noi. Mi ha detto che i Carabinieri potevano aver capito qualcosa dei nostri telefoni cellulari, ha detto che avremmo fatto la festa di fine Ramadam a Imperia. Poi ci ha fermato la Polizia, e siccome non siamo riusciti a dimostrare che era mio zio mi hanno messo in comunità. Ho detto che mi sarei ucciso se mi mettevano in comunità, ma alla Polizia non è importato, e mi hanno portato via lo stesso. Mio zio mi ha detto di scappare, legando le tovaglie, ma stavo al quarto piano. Ci ho provato comunque ma mi hanno fatto ritornare indietro. In comunità c'era un ragazzo pakistano che mi ha fatto usare il suo telefono cellulare, ho parlato con mio padre e mi ha detto di non preoccuparmi. Ho chiesto ai miei genitori quando verranno a prendermi, e loro mi hanno detto di restare lì in comunità e che mi diranno loro quando torneranno. L'altro giorno ho mandato un messaggio a mio cugino, per sapere dov'era il corpo di Saman, ma lui mi ha bloccato».

Nell'interrogatorio di oggi il fratello di Saman fondamentalmente ha confermato le accuse allo zio, e dopo l'interrogatorio il sedicenne è stato accompagnato in comunità, ma è riuscito a fuggire. Dopo due ore è stato trovato dai Carabinieri ed è stata portato nuovamente in comunità.

Entrambi i fratelli credevano nella famiglia. Saman è tornata a casa dopo la fuga d'amore, mentre il fratello difende ancora i genitori accusando lo zio. L'amore con Saman è nato su internet lo scorso ottobre, a cui la giovane ha confessato la paura di poter morire per mano della sua famiglia. «Questa può fare cose strane, o scappare» ha detto lo zio di Saman. 

Oggi sono arrivate anche le dichiarazioni di Laura Galli, Sostituto procuratore: «Non rivelo il contenuto delle dichiarazioni trattandosi di incidente probatorio». Replica poi dell'avvocato del fratello di Saman: «L'interrogatorio è stato molto tranquillo, il mio assistito capisce l'italiano e ha esposto la sua versione».

Simone Servillo, avvocato dei genitori di Saman invece replica così le telecamere, facendo appello proprio alla coppia: «Non sono mai riuscito a entrare in contatti con i miei assistiti, però la loro è una posizione difendibile, siamo ancora in un procedimento processuale, dove tutto è ancora da fare. Non penso siano in grado di dare informazioni al momento ma ribadisco, sono assolutamente difendibili».

178 serre passate al setaccio, ma il corpo di Saman non si trova. La procedura per il mandato di cattura internazionale non è stata attivata, lo conferma anche la Farnesina. La notizia della morte di Saman è anche su tutti i siti di informazione pakistana. Recuperato il numero di telefono di un vicino di casa in Pakistan l'uomo ha dichiarato questo ai microfoni della trasmissione di Rai Quattro:

«Non so dove sia, non mi ha contattato recentemente. L'ho sentito venti giorni fa, quando è tornato in Pakistan l'ho incontrato una volta, ma ora non so dove si trovi. L'ultima volta non ricordo, ma credo fossero ventidue, venticinque giorni fa. Mi ha detto che Saman andava a scuola, e che sono tornati in Pakistan perché la moglie non stava bene. L'ho incontrato a casa sua, a Dinga. Non conosco la sua famiglia. Lui mi è sembrato normale, non mi ha detto niente di un suo eventuale ritorno in Italia. In passato mi ha mandato i soldi dall'Italia, ma era per darli a un suo amico».

Grazie a un corrispondente della trasmissione viene mostrato un reportage da Charanwala, paese d'origine dei genitori di Saman. Il padre però non c'è «Shabbar non è tornato» dichiara una familiare alle telecamere di Quarto Grado. Del padre non si sa nulla, ma il messaggio che arriva dal Pakistan è chiaro, soprattutto grazie alle dichiarazioni raccolte fra gli abitanti: «La legge è chiara, non ci si mette mai contro la famiglia. Questo è un sistema tribale, devi sposare quelli del tuo gruppo, se trovi chi ti piace meglio, altrimenti arriva un matrimonio combinato». 

 

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