AstraZeneca, ecco cosa accadrà per la seconda dose

Sabato 12 Giugno 2021 di Fabio Nucci
AstraZeneca, ecco cosa accadrà per la seconda dose

PERUGIA Tutto da rifare per Astrazeneca/Vaxzevria. Su indicazione del Comitato tecnico scientifico nazionale (Cts) il vaccino anglo-svedese è stato dirottato esclusivamente sui soggetti di 60 o più anni introducendo la vaccinazione eterologa per i “giovani” che ne avevano ricevuto la prima dose. La Regione, intanto, aspettando la decisione ufficiale del Cts da ieri mattina ha sospeso le somministrazioni lasciando in stand by gli assistiti che si erano recati nei punti vaccinali. In Umbria tale preparato è stato somministrato a quasi 100mila persone e al riguardo non sono mai state segnalate situazioni gravi da richiedere un ricovero in ospedale. Ma la campagna vaccinale, come preannunciato dal generale Figliuolo, subirà una inevitabile rimodulazione che interesserà anche l’Umbria.
In via precauzionale ieri mattina il commissario regionale per l’emergenza sanitaria, Massimo D’Angelo, ha sospeso subito la somministrazione delle seconde dosi di vaccino AstraZeneca programmate per soggetti di età inferiore a 60 anni, tra i quali molti docenti vaccinati nella prima fase come categoria prioritaria. «A seguito della decisione formale del Cts saranno rese note le indicazioni su come concludere il ciclo vaccinale dei cittadini sotto i 60 anni già vaccinati con prima dose AstraZeneca». Indicazioni che potrebbero arrivare già oggi visto che nella conferenza stampa di ieri pomeriggio col ministro Speranza e il generale Figliolo, il professor Franco Locatelli ha spiegato: «Il Cts ha raccomandato per le prime dosi di vaccinazioni di riservare le dosi di AstraZeneca per coloro che abbiano età uguale o superiore a 60 anni. Per fascia sotto i 60 anni c'è invece la raccomandazione per i vaccini a mRna (Pfizer o Moderna, ndr)». Il Comitato così, di concerto con Aifa e le altre istituzioni sanitarie del paese, ha rivalutato le indicazioni all'uso del vaccino AstraZeneca. «Il rapporto tra benefici e potenziali rischi legati a trombosi rare cambia in funzione dell'età ma anche del mutato scenario». Ne consegue che per gli under 60, pur mancando segnali di allerta preoccupanti, il Cts ha raccomandato (ma il ministro è pronto a tradurre tali raccomandazioni “in modo perentorio”) la vaccinazione eterologa: i “giovani” che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca, quindi, saranno richiamati presumibilmente con Pfizer. Tra il personale scolastico e universitario, ad esempio, in Umbria risultano 3.900 seconde dosi Astrazeneca da somministrare, per oltre il 90% dei casi destinate a under 60. In Umbria, alle 8 di ieri, erano state somministrate 125.741 dosi del preparato anglo-svedese, con 99.095 soggetti interessati e 26.686 seconde dosi iniettate. Alla luce di tali numeri, tuttavia, non risultano assistiti che in Umbria abbiano subito conseguenze particolari (oltre i sintomi lievi noti, a partire dalla febbre). «A mia conoscenza – ha spiegato al Messaggero Umbria la virologa Daniela Francisci, direttrice di Malattie infettiva, all’ospedale di Perugia - non ci sono stati casi gravi legati alla somministrazione del vaccino Astrazeneca».
Intanto, lunedì prenderanno il via le vaccinazioni nelle farmacie, col d-day che Federfarma Umbria ha simbolicamente organizzato a Castel del Piano di Perugia dove avverrà la prima vaccinazione di un assistito umbro in farmacia. A proposito ieri Poste Italiane-Sda ha consegnato altre 6.300 dosi Janssen nel centro di stoccaggio dell’ospedale di Perugia. Sempre a proposito di vaccini, il questore di Perugia, Antonio Sbordone, ha reso nota la conclusione della campagna vaccinale, ringraziando il medico principale della polizia, Francesco Lombardo, la dottoressa Rosella Ferrovecchio e lo staff della questura che ha portato avanti la profilassi. Sono oltre 500 i poliziotti che hanno ricevuto la seconda dose, oltre a personale dell’amministrazione civile e dei vigili del fuoco.
LA CURVA
Dati del contagio sempre sotto controllo con appena 16 nuovi contagi, un caso letale, a Bastia Umbra, e due ricoverati Covid in meno in ospedale. Dimezzati i focolai, col monitoraggio della Cabina di regia che ne indica 25 (-28) con la percentuale di occupazione dei posti letto in area medica scesa dal 9 al 7%, stabile al 5% quella delle intensive. In lieve risalita la stima di Rt da 0,66 a 0,77 (plausibile con numeri più bassi) mentre l’incidenza dell’ultima settimana è stata certificata a 21 casi ogni 100mila abitanti. Indicatore che in quattro settimane è dimezzato.

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