Pedofilia, pubblicata dalla Chiesa la lista dei vescovi che hanno insabbiato le denunce

Martedì 16 Giugno 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Una iniziativa del genere per la Cei sarebbe semlicemente pura fantascienza. A Limburg il vescovo Georg Baetzing (che è anche presidente della Conferenza Episcopale) ha iniziato a pubblicare - per la prima volta - tutti i nomi dei vescovi, dei vicari generali e dei dirigenti diocesani che, negli anni passati, hanno insabbiato le cause dei preti pedofili, e hanno contribuito ai trasferimenti dei parroci abusatori in altre parrocchie o in altre zone della Germania, rendendo in questo modo ancora più traumatica l'esperienza delle vittime degli abusi.

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In questa lista, ha informato la KNA, l'agenzia dell'episcopato tedesco, è incluso anche il precedente vescovo di Limburg, Franz Kamphaus, così come il vicario generale, monsignor Raban Tilmann. L'iniziativa concretizzata in questi giorni ha in realtà una lunga storia e genesi, e  nasce dal bisogno sempre più crescente dell'opinione pubblica di avere a che fare con una Chiesa trasparente.

Per realizzare questa lista è stato necessario un laborioso lavoro di ricostruzione ed indagini interne nella diocesi di Limburg. In tutto si tratta di un rapporto monstre, di circa 420 pagine. «Dovevano essere prese delle misure, cosa che è stata fatta, anche se sono dolorose e hanno alimentato accese discussioni» ha spiegato Baetzing, fautore della linea della trasparenza totale.


Una strategia, a suo parere, necessaria per fare riacquistare alla gente fiducia nella Chiesa. Il rapporto è frutto di un lavoro di squadra che ha richiesto l'apporto professionale di una settantina di esperti incaricati di setacciare i documenti diocesani dal 1950 ad oggi. Una piattaforma dalla quale elaborare una strategia capace di indicare come prevenire ogni rischio in futuro. 

In un passaggio della relazione, a proposito dell'operato di un  prelato di nome Wanka che in precedenza era stato responsabile dell'ufficio del personale, si legge: «egli ha ammesso inizialmente in una dichiarazione scritta che nel caso del sacerdote accusato C., aveva commesso gravi errori nella percezione e nella successiva valutazione dell'abuso sessuale che è stata nel frattempo accertata. A tale riguardo, il ricorrente sostiene di non aver chiesto informazioni con maggiore fermezza, perseveranza e precisione. Secondo il suo attuale stato di conoscenza, egli valuta l'abuso sessuale in modo diverso e giunge a conclusioni diverse. Inoltre, tutti i membri della Camera del personale sono stati sempre informati tempestivamente quando sono pervenute le prime segnalazioni relative a comportamenti sessuali da parte di un chierico. A questo proposito, dalle informazioni fornite dal prelato Wanka si deduce che, a causa del comitato interno composto da 35 membri, sono state registrate solo le decisioni rilevanti per il trasferimento, al fine di preservare la riservatezza».

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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