Ecovillaggio per i Rom a Giugliano, è bagarre politica. Ma il luogo è segreto

polizia presidia comune
di Tonia Limatola

GIUGLIANO -  Dibattito blindato sui rom, politici e associazioni divisi sull’eco villaggio voluto da ministero dell’Interno, Comune e Regione. Resta ancora segreta l’area in cui verrebbe realizzato entro giugno. Il destino delle famiglie che vivono nel campo comunale allestito accanto alla discarica di Masseria del Pozzo ha alimentato un’aspra discussione in aula sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine. Tante le proteste. C’è chi dice “No al ghetto, sì all’inclusione”. C’è chi, invece, punta il dito contro “un ulteriore spreco di danaro pubblico”. Da M5S e Forza Italia puntano sul referendum per coinvolgere i residenti nella scelta. Intanto, ieri l’accesso alla sala consiliare non è stato libero: limitato alla capienza dei posti a sedere e, in più, all’ingresso i vigili identificavano i cittadini. Misure di sicurezza rese necessarie dal clima di protesta con cui è stata accolta la firma del protocollo sull’eco villaggio.

Non sono mancati i momenti di tensione quando ai manifestanti è stato vietato di fare volantinaggio e di esporre uno striscione in aula. Fa discutere anche il dove. Dai banchi dell’opposizione, infatti, hanno insistito più volte per conoscere quale sarebbe l’area destinata ad ospitare il nuovo villaggio, ma non hanno ottenuto risposte dall’amministrazione comunale. Proteste e polemiche, ma non è stato necessario far entrare in azione i poliziotti in tenuta antisommossa, la cui presenza nel tratto di isola pedonale di piazza Municipio non era passata inosservata. A sorpresa, al presidio contro il villaggio erano assenti i gruppi vicini al centro destra. "Non crediamo che la questione possa essere risolta in Consiglio - dice Antonio Arzillo, La Destra - Ma che debba passare dal coinvolgimento delle 400 famiglie escluse dal l'assegnazione degli alloggi che, invece, vengono dati ai Rom". Con il comitato degli esclusi e Noi con Salvini sarebbero pronti a manifestazioni simboliche. “È da tempo che, con il gruppo forzista di Giugliano ci opponiamo alla realizzazione di questo inutile e dispendioso progetto - dice il presidente del gruppo regionale Forza Italia Armando Cesaro, ieri tra il pubblico in aula - Se l'Amministrazione giuglianese però non si rende conto del grave errore che sta commettendo, è arrivato il momento di dare la parola ai cittadini. È necessario e urgente un referendum”.

L’opposizione consiliare, quindi, ritiene che il villaggio non rappresenti un’alternativa efficace ai campi. “Si smantella un campo per rifarne un altro uguale altrove. Decisione presa dal sindaco senza consultarsi con nessuno, neanche con la sua maggioranza. Bisogna ascoltare cosa ne pensano i cittadini”, dice Nicola Palma, consigliere M5S. Dalla maggioranza del sindaco Antonio Poziello, firmatario del patto siglato in prefettura con il ministro Alfano e il governatore De Luca, non si sono levate voci contrarie ieri in aula. Consapevole che la scelta è impopolare se non affrontata bene anche il sindaco Poziello. “Si tratta di una patata bollente lasciata dalla passata amministrazione. Non possiamo ignorare il problema e, in più, siamo costretti ad intervenire in ottemperanza dell'ordinanza di sgombero della Procura”. Preoccupa il clima di esasperazione legato alla convivenza forzata con gli accampamenti degli ex nomadi. A questo fanno riferimento i membri del Comitato cittadino antirazzista. “Nè ghetti, né razzismo”, insistono a dire. Certo preoccupa il tenore del dibattito che in rete ha fatto registrare l’esplosione del sentimento, ovviamente negativo, di chi convive con la paura della diossina e i continui incendi tossici di spazzatura sotto casa. Su Facebook i cittadini danno libero sfogo alla loro rabbia. Si lamentano in particolare dei presunti privilegi di cui i rom assegnatari dei nuovi alloggi godrebbero e della discriminazione al contrario di cui sarebbero vittime i poveri nati a Giugliano.
Mercoledì 10 Febbraio 2016, 17:58 - Ultimo aggiornamento: 10-02-2016 17:58
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