Egitto, venuti alla luce i resti di una piramide di 3.700 anni fa

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di Federica Macagnone

I resti di una piramide costruita 3.700 anni fa, approssimativamente intorno al 1.700 avanti Cristo, sono venuti alla luce durante una serie di scavi nella necropoli di Dahsur, a sud del Cairo, in Egitto: lo ha confermato il ministro delle Antichità egiziane, Mahmoud Afifi. La struttura, che risale alla XIII dinastia, sorgeva a nord della necropoli del faraone Snefru, padre di Cheope e fondatore della IV dinastia, che dette il nome a una delle più celebri piramidi d'Egitto, quelle di Giza. Visto che gli scavi sono nella fase iniziale, non è stato ancora possibile stabilire l'esatto volume della struttura: per riportare alla luce tutti i resti e capirne di più si continuerà a scavare nelle prossime settimane. 
 
 

Adel Okasha, a capo della necropoli di Dahshur, ha specificato che i reperti individuati, giudicati in ottime condizioni, fanno parte della struttura interna, che comprende un corridoio che conduce all'interno della piramide, prolungato da una rampa, nonché l'entrata di una stanza. Tra i blocchi di pietra ne è stato trovato anche uno di alabastro di 15 centimetri per 17, con geroglifici che gli archeologi stanno attualmente analizzando.

Molta attenzione viene data anche a un frammento di granito e ad alcuni blocchi, ritenuti importanti per capire di più sull'architettura interna della piramide. Quello che ora è stato portato alla luce nell'area, sottolinea Okasha, è solamente una parte di una struttura più estesa, di cui si può però già vedere l'accesso.
Martedì 4 Aprile 2017, 17:08 - Ultimo aggiornamento: 05-04-2017 16:57
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