Coronavirus ad Avellino, cominciano
i test rapidi affidati ai medici di base

Lunedì 6 Aprile 2020 di Alessandro Calabrese
«I controlli preventivi per intercettare possibili casi positivi e, di conseguenza, ulteriori sviluppi di focolai di contagio sono fondamentali, specie in questa fase. Al di là dei pazienti affetti da Covid-19 che provengono dalle residenze per anziani come Villa Margherita a Benevento o il Centro Minerva di Ariano, in Irpinia, infatti, sembra si stia registrando un primo leggero rallentamento nei dati diffusi dall'Asl. Dunque, è il momento che tutti facciano la loro parte e contribuiscano ad arginare questa terribile epidemia. Noi lo stiamo facendo dando ai medici di base e ai sindaci qualche strumento in più per agire». Il presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi, annuncia l'avvio del piano di monitoraggio concordato con il Consiglio dell'Ordine dei Medici, attraverso i test rapidi distribuiti, proprio mediante l'organismo di categoria, a tutti i medici di famiglia del territorio irpino. Ad eccezione di quelli del capoluogo che stanno percorrendo un percorso diverso ma parallelo grazie all'iniziativa del sindaco Gianluca Festa.

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Effettuata la consegna e distribuiti i presidi sanitari, lo screening mirato parte proprio oggi. A disposizione dei medici di base che, rispetto alla loro conoscenza dei pazienti e alle sintomatologie dagli stesi rappresentate, decideranno a chi far svolgere il test, ci sono 3500 kit che Palazzo Caracciolo ha acquistato dalla Technogenetics srl di Milano per un importo di 21.350 euro. Ma che presto raddoppieranno a fronte di un ordinativo di pari quantità la cui consegna è prevista per mercoledì. Fermo restando la possibilità, di fronte ai risultati sperati, di successive forniture già opzionate. «In questi giorni ho sentito i primi cittadini che hanno aderito all'iniziativa continua Biancardi per focalizzare gli obiettivi in virtù del protocollo firmato e della scheda di consenso relativa alla partecipazione dei relativi Comuni. Fermo restando che la scelta di individuare su chi va effettuata la prova con lo stick spetta ai medici, in molti mi hanno espresso l'esigenza comune di realizzare delle verifiche anche su quanti quotidianamente sono ancora a contatto con il pubblico. Parliamo soprattutto degli addetti dei supermercati, in particolare chi è alla cassa, o degli operatori che si occupano della vendita negli altri esercizi ancora aperti. Così come di quelli impiegati in uffici che, seppure minimamente, possono avere dei contatti con gli utenti, nel rispetto del distanziamento sociale e indossando tutti i dispositivi anti-contagio previsti. Rispetto a questa richiesta ho confermato l'indicazione iniziale. Anche se questa opzione, che mi pare di buon senso, potrebbe essere facilmente seguita. Il mio invito, come sempre, è alla collaborazione e al confronto al fine di prendere le decisioni più calibrate caso per caso, comune per comune». Insomma, il numero uno di Palazzo Caracciolo ha messo a disposizione gli strumenti e ora si attende che se ne faccia il miglio uso possibile.

«È giusto guardarsi intorno riprende e muoversi velocemente, al fine di non tardare le terapie su persone positive e la messa in isolamento delle loro famiglie e dei loro contatti più stretti. Su questo, mi sembra un esempio valido l'approccio della clinica Montevergine di Mercogliano che da subito ha effettuato controlli su personale e pazienti. I test rapidi in commercio certificati funzionano tutti secondo il medesimo principio, la reazione chimica che determina se un individuo ha sviluppato o meno anticorpi contro il Covid-19. Per questo non mi appassionano le polemiche di questi giorni. Mentre sono sempre più convinto della bontà del piano. Anzi, per rendere gli accertamenti ancora più diffusi potrebbero essere coinvolti anche i laboratori, ai quali far svolgere dei mini prelievi di sangue da sottoporre al reagente. A questo proposito rinnovo l'appello al governatore De Luca, a coinvolgere anche i centri di analisi convenzionati, in modo da estendere il raggio dello screening». Intanto, è attesa per l'inizio della settimana anche la consegna delle mascherine acquistate alla TeamEntertainment srl per gli operatori sanitari irpini. Si tratta di 2 ordinativi da 12mila pezzi ognuno, per una spesa complessiva che supera i 96mila euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA