De Mita lancia l'ultima sfida:
un nuovo partito per le regionali

Martedì 23 Luglio 2019 di Adolfo Pappalardo
Sbaglia di grosso chi crede che l'elezione a sindaco a 91 anni sia il traguardo. Perché Ciriaco De Mita nelle ultime settimane si è dato da fare per creare, partendo dalla sua Nusco dove è primo cittadino per la seconda volta da fine maggio, un nuovo partito. Con l'obiettivo di farne una lista per le prossime regionali. L'ex leader della Democrazia Cristiana vuole così avere di nuovo voce sulla Regione dopo che i rapporti con i suoi si sono logorati.
 
Prima il consigliere regionale irpino Maurizio Petracca con cui ha rotto, ora invece si parla di un passaggio ormai consolidato verso i lidi deluchiani dell'assessore al Turismo Corrado Matera (ma può ancora contare sulla consigliera Maria Ricchiuti). Sia chiaro non è certo rivalsa ma l'ex presidente del Consiglio in tempi di autonomia differenziata che rischia di penalizzare le aree interne del Mezzogiorno vuole una (sua) tribuna politica. E non c'è niente di meglio di un partito. Piccolo ma pur sempre un partito.

E proprio le aree interne della Campania hanno iniziato a muoversi. A metà maggio i vescovi delle diocesi che comprendono i comuni delle province di Benevento e Avellino hanno stilato un documento durissimo per denunciare l'abbandono di alcune aree lontane dalla costa e dai capoluogo. «È un tempo difficile, che rischia di allargare ulteriormente la forbice Nord-Sud, e nel quale la Campania registra un ulteriore squilibrio tra la fascia costiera e le province dell'entroterra», hanno scritto i vescovi in un documento dal titolo duro ed emblematico come «La mezzanotte del Mezzogiorno». Un grido di rivolta che ha messo nuova benzina nel motore demitiano. Ed il primo luglio De Mita ha dato appuntamento a sindaci ed amministratori nel palazzo arcivescovile di Nusco. Erano un centinaio e sono venuti anche dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Lazio per ascoltare il verbo di Ciriaco per far muovere i primi passi del movimento-partito «Italia è popolare». Un'area politica che parte dai sindaci per radicarsi. E qui l'ex leader diccì non ha mancato di mandare strali contro Lega e Pd. Un passo avanti e si arriva a giovedì scorso dove si è capito che il progetto non era una semplice velleità destinata a chiudersi lì a Nusco a inizio luglio. «Italia è Popolare» ha indetto la prima assemblea nell'ex carcere borbonico di Avellino ed nominato i suoi referenti provinciali. Presenti, è chiaro, De Mita e il nipote Giuseppe che di quest'operazione rimane il nostromo di bordo. Mentre prima di ferragosto è pronto lo sbarco, tanto per capire che non si tratta di un'azione legata alla sola Irpinia, a Napoli e Salerno dove il sindaco di Nusco troverà l'ex consigliere regionale Luigi Cobellis a fare da coordinatore.

In attesa delle prossime regionali con una propria lista. I maligni in consiglio regionale sussurrano in queste ore che De Mita potrebbe così anche fare una sorta di patto di Marano bis per tradire De Luca e ripassare con il centrodestra. Al momento l'unico dato certo è che un po' di freddezza tra il sindaco di Nusco e il governatore ci sia. Ma niente di insuperabile. E se De Mita a Nusco ha fatto notare «che serve un progetto altrimenti con 13 liste - riferendosi alla coalizione di De Luca - si va al massacro», è pur vero che le distanze siderali tra l'ex premier e la Lega, perno della squadra di centrodestra che vuole riconquistare palazzo Santa Lucia, sono insormontabili sin nel Dna. Banco di prova dell'alleanza tra De Luca e De Mita saranno comunque le nomine dei nuovi direttori generali delle Asl campane. Nomine scadute la settimana scorsa ma prorogate last minute tra 45 giorni. Sarà il banco di prova per verificare se l'alleanza De Luca- De Mita reggerà sino al voto. Ultimo aggiornamento: 11:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA