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Truffa dei finti incidenti ad Avellino,
arruolati i ragazzini: «Spaccatemi i denti»

Giovedì 23 Giugno 2022 di Katiuscia Guarino
Truffa dei finti incidenti ad Avellino, arruolati i ragazzini: «Spaccatemi i denti»

Si procuravano ferite agli arti, si fratturavano i polsi o si spezzavano i denti con il tagliaunghie. Quasi sempre a farlo erano persone indigenti o affette da patologie oppure minorenni. E in diverse occasioni sono state costrette da soggetti violenti e già noti alle forze dell'ordine, che erano pronti ad aiutarle. Tutto questo per inscenare falsi incidenti stradali e incassare i soldi del risarcimento dalle assicurazioni. Denaro che andava diviso con il resto della gang. Tre i gruppi criminali che avrebbero agito, secondo la Procura della Repubblica di Avellino che ha coordinato le indagini, cominciate nel 2019. Le figure apicali erano avvocati, medici e professionisti dell'infortunistica stradale che intascavano la fetta maggiore della torta. Solo pochi spiccioli a chi infieriva sul proprio corpo pur di ricevere una piccola ricompensa. Ieri mattina l'operazione condotta dai Carabinieri di Avellino.

Sono scattate undici misure cautelari, mentre gli indagati sono 267, tra cui 17 medici che avrebbero attestato le lesioni. Agli arresti domiciliari anche due avvocati (un terzo legale è solo indagato) del Foro di Avellino: Fabio Guerriero e William Trerotola. Medesimo provvedimento per Giuseppe Testa e Ramona Fierro. Sospesi dall'esercizio della professione i consulenti Samantha Porcile e Salvatore De Vito. In carcere Kevin De Vito, Danilo Porcile, i fratelli Patrizio e Mario Emanuele Tedesco. Ancora, destinatario dell'obbligo di dimora Gennaro Cirino. A partecipare alla mega-truffa erano persone che avevano bisogno di denaro. Venivano assoldati per diventare vittime dei sinistri fasulli. Erano intercettati dagli organizzatori proprio per la loro condizione di indigenza. Ma nell'inchiesta sono finiti anche altri automobilisti, di ogni estrazione sociale, e falsi testimoni. Gli investigatori hanno raccolto numerosi indizi, sfruttando intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre alle immagini di telecamere nascoste. 

L'organizzazione risulta aver precostituito ben 74 falsi sinistri stradali, per un potenziale danno economico alle compagnie assicurative coinvolte pari a circa 600mila euro (di cui oltre 270mila circa già liquidati a favore delle false vittime degli incidenti). A generare sospetti nelle compagnie di assicurazione il fatto che le richieste partissero sempre dagli stessi professionisti e l'impostazione della pratica di risarcimento fosse, praticamente, un copia e incolla. Le indagini hanno consentito di ricostruire l'articolata compagine organizzativa, composta appunto di distinti gruppi criminali, operanti in ambiti diversi ma con analoghi interessi. Sono stati acquisiti indizi di reato nei confronti delle 267 persone, ciascuna delle quali con compiti ben precisi. «Il protocollo operativo dei tre sodalizi era simile - spiega il procuratore della Repubblica di Avellino, Domenico Airoma (titolare del fascicolo è il pm Luigi Iglio) - I falsi sinistri erano inscenati in aree prive di sistemi di videosorveglianza e le lesioni, procurate al fine di supportare le richieste risarcitorie, andavano dalle ipotesi più lievi delle ecchimosi o delle abrasioni fino a quelle più gravi della rottura dei denti o delle lesioni agli arti. A tal fine, gli indiziati assoldavano soprattutto persone in precarie condizioni economiche. Questi ultimi acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, con la promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato tanto più consistente quanto più gravi fossero state le lesioni». Ieri mattina, all'alba, è scattata l'operazione da parte dei carabinieri che hanno dato esecuzione all'ordinanza delle misure cautelare. Gli inquisiti devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di istituto di assicurazione, nonché di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. È scattato, inoltre, il sequestro preventivo di beni mobili e immobili pari a 273mila nei confronti di dieci degli indagati, ritenuti promotori e organizzatori dei sodalizi criminali. Non solo. Perquisizioni anche presso i domicili e gli studi legali degli avvocati coinvolti. 

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Le attività d'indagine vanno ancora avanti, in considerazione della mole di materiale da valutare. Tre anni fa, dunque, l'inizio dell'inchiesta dopo le denunce presentate dalle compagnie assicurative Axa e Generali, assistite dall'avvocato Luigi Tuccillo che spiega: «La serialità delle lesioni e la tipicità delle richieste hanno insospettito le unità antifrode delle compagnie assicurative e i Carabinieri. Di qui sono state presentate le denunce affinché venissero approfonditi questi sinistri. Le richieste risarcitorie partivano dagli stessi studi legali e dagli stessi professionisti di consulenza per infortunistica stradale. Le lesioni venivano certificate sempre dal medesimo gruppo di medici. Così si è arrivati a configurare l'associazione per delinquere. Poi c'erano figure che materialmente procedevano a questi rituali tribali e sono riferiti a quelli per i quali è stata chiesta la custodia in carcere». 

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA