Asl, allarme cromo nei pozzi:
vertice urgente convocato da prefetto

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Gianni De Blasio
Sforamenti record nei pozzi dell'ex Agusta a Ponte Valentino. Dai monitoraggi effettuati dalla «Leonardo Spa Divisione Elicotteri» di campioni delle acque sotterranee prelevati, è emersa la presenza di cromo esavalente e cromo totale, parametri che nei vari test hanno registrato valori diversificati, ma nel campionamento «Pozzo P1 Mensa», alla quota superficiale di metri 10,50, a fronte di un limite di quantificazione pari a 2, il cromo esavalente ha registrato una vetta di 748 microgrammi; addirittura più elevato il cromo totale, risultato pari a 824 mentre il limite è stabilito a 10.

Il cromo è un metallo che si trova abbondantemente in natura. Può essere presente in diverse forme che hanno specifiche proprietà chimico-fisiche e tossicologiche. Le due forme più stabili, e quindi più comuni, sono il cromo trivalente, Cr(III), e il cromo esavalente, Cr(VI). Il cromo oggi prodotto è utilizzato soprattutto nelle leghe quali l'acciaio inossidabile. Il Cr(III) e il Cr(VI) sono utilizzati come rivestimenti metallici, in genere mediante processi galvanici, per fornire resistenza alla corrosione e produrre un rivestimento lucido, in smalti e vernici, nell'annerimento del cuoio e per la conservazione del legno.

 

IL RISCHIO
Effetti sulla salute Se il Cr(III) ha un ruolo importante, anche se non essenziale, nel metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine ed è spesso assunto come integratore alimentare, è caratterizzato da bassa tossicità, il Cromo esavalente è, invece, più tossico e l'esposizione per via inalatoria, quando presente in alte concentrazioni, può provocare irritazione, ulcerazioni del naso, problemi respiratori, eruzioni cutanee, indebolimento del sistema immunitario e danni allo stomaco, fegato e polmoni. L'esposizione per inalazione in ambienti di lavoro è associata all'insorgenza di cancro del polmone, dei seni nasali e del naso. Ovvio, pertanto, che la «Leonardo Elicotteri» si sia affrettata a informare il settore provinciale Ecologia, Tutela dell'Ambiente della Regione, il Comune di Benevento, la Provincia, l'Arpac, la Prefettura e, per conoscenza, il Consorzio Asi, così come prescrive l'ex articolo 242 del decreto legislativo 152/2006.

I CONTROLLI
«Nell'ambito delle attività di verifica periodicamente condotte, l'azienda effettua monitoraggi delle acque dei pozzi presenti nelle aree perimetrali del sito industriale. L'ultima campagna di monitoraggio, in discontinuità rispetto alla analisi precedenti, ha evidenziato nei campioni di acque sotterranee prelevati alcuni superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per i parametri cromo esavalente e cromo totale. Alla luce dello stato attuale delle conoscenze e delle verifiche impiantistiche, inclusi i macchinari e le tubazioni, prontamente eseguite, non risulta siano accaduti rilasci accidentali ci tiene a rimarcare la Leonardo Spa di tali sostanze nel sottosuolo. Ad ogni modo, non sarebbero state riscontrate condizioni di emergenza, intanto l'azienda ha conferito incarico a una società specializzata esterna per un immediato approfondimento dei parametri chimico-fisici nonché l'individuazione della direzione della falda soggiacente il sito per un'eventuale messa in opera delle azioni necessarie».
Contemporaneamente, sono in atto ulteriori e più approfondite verifiche sugli impianti tese a definire l'individuazione di eventuali sorgenti. Le analisi hanno avuto cinque giorni di durata: a quota profonda dello stesso pozzo, sia il cromo esavalente che quello totale si è attestato a 512 microgrammi; nel Pozzo P3-Industriale, a quota -10,20, il cromo totale è sceso a 24 e l'esavalente a 13,7; nel Pozzo P2 Antincendio, alla quota di 13,40, 23,2 l'esavalente e 25 il totale; nel Pozzo P3 Industriale, quota profonda, 12 e 13,5; infine, a quota profonda del Pozzo P2 18,4 l'esavalente e 20 il cromo totale. Per esaminare i provvedimenti da porre in essere, il prefetto Cappetta ha convocato per oggi alle 12 una riunione. © RIPRODUZIONE RISERVATA