Bruno, scomparso dal Dsm:
l'ora dei dubbi e delle denunce

Domenica 6 Ottobre 2019 di Luella De Ciampis
MORCONE - Prorogate di 72 ore, a partire da ieri, le ricerche di Bruno Gentilcore, il paziente allontanatosi dal Dipartimento di salute mentale di Morcone lunedì scorso. La decisione è arrivata dal tavolo tecnico allestito in Prefettura. Quindi, le attività di ricerca sono continuate per l'intera giornata di ieri, nonostante la pioggia sottile che ha reso il terreno ancor più scivoloso e insidioso. A questo punto è partito il conto alla rovescia, per cercare di ritrovare l'uomo prima che si interrompano le ricerche, in cui sono impegnate poco meno di 100 unità, che stanno setacciando palmo a palmo l'intero territorio.
 
A porsi una serie di domande rimaste senza risposta, è Giuseppe, Gentilcore, fratello di Bruno e suo tutore legale, che dice: «Vorrei sapere alla vigilia della scomparsa, e quindi la sera del 29 mio fratello quali abiti indossava, chi era di turno quella notte in ospedale e perché hanno consentito che uscisse alle 6.30 del mattino, nonostante fosse ancora buio e dovesse assumere i farmaci alle 8 (assumeva 12 pillole al giorno). Venerdì mattina mi sono recato al comando dei carabinieri di Benevento per sporgere denuncia contro la struttura, ma mi è stato detto che sarebbe opportuno denunciare direttamente presso la stazione di Morcone, quindi mi riservo di farlo nei prossimi giorni». «Lunedì, alle 9.30 continua Giuseppe ho ricevuto una telefonata da una dottoressa del Dsm, che mi informato dell'allontanamento di mio fratello e del fatto che, negli ultimi tempi era diventato ingestibile e più aggressivo, arrivando a picchiare qualcuno. A maggior ragione, io mi chiedo perché, se l'hanno visto uscire, non lo hanno fermato. E avrebbero potuto chiedere l'intervento delle forze dell'ordine nelle prime ore dopo la scomparsa: per persone come Bruno, credo sia assurdo attendere che trascorrano le 24 ore previste dalla legge per dare inizio alle ricerche. Se è vero che è scomparso la mattina di lunedì e l'allarme è stato diramato in serata, si sono perse almeno 12 ore utili. Se è vero, perché il Dsm è sprovvisto di videosorveglianza e le telecamere del Comune, non erano funzionanti a causa di un guasto alla rete elettrica. Mio fratello zoppica vistosamente ed è lento nei movimenti. Quindi, se le ricerche fossero state avviate subito, non avrebbe potuto allontanarsi troppo dai luoghi in cui normalmente si muoveva. Inoltre, ho appreso solo l'altro giorno che si era allontanato già altre volte dal centro, ma lo avevano sempre ritrovato».

La storia di Bruno, spiega il fratello, comincia verso la fine degli anni 80, dopo un viaggio in Germania: «Aveva deciso di partire rifiutando un impiego a tempo indeterminato e lasciando il lavoro di cameriere che svolgeva presso i ristoranti delle nostre zone. Aveva 24 anni quando parti per Monaco di Baviera spostandosi poi a Berlino. Nell'arco di pochi giorni ne perdemmo le tracce. Riuscii a ritrovarlo e a riportarlo a casa, ma era un'altra persona. Era debilitato e irritabile. Trascorsero 2 o 3 mesi nel corso dei quali sperammo che la situazione cambiasse, fino a quando un giorno fui contattato dai carabinieri della stazione di Pesco Sannita. Avevano trovato Bruno nudo per strada, in stato di visibile agitazione. Da quel momento cominciò il nostro calvario, perché mio fratello era diventato aggressivo e pericoloso, rifiutava la terapia farmacologica, e quindi ebbe inizio l'andirivieni dalle varie strutture psichiatriche, fino al ricovero al Dsm di Morcone».

Intanto, il direttore generale dell'Asl, Gennaro Volpe, fa sapere: «Mi sono attivato per avere notizie in merito alla dinamica dei fatti. Sono vicino alla famiglia e a loro completa disposizione in qualsiasi momento. Quanto prima mi metterò in contatto con loro». © RIPRODUZIONE RISERVATA