Rapina a distributore, intercettato
e filmato con auto rubata: preso

Domenica 18 Novembre 2018 di Enrico Marra

A distanza di un anno dalla rapina a un distributore di carburante è stato arrestato. Ieri mattina è finito in carcere Pierluigi Rotondi, 30 anni, di Tocco Caudio. È accusato di rapina aggravata, porto abusivo d'arma e furto aggravato di un'auto. Un arresto frutto di intercettazioni e di immagini ricavate dalle telecamere. Un provvedimento rilevante perché Rotondi è anche indagato per l'omicidio di Valentino Improta il giovane di 26 anni trovato carbonizzato nella sua auto lo scorso 4 maggio, e inoltre è legato a Paolo Spitaletta, altro indagato per questo omicidio. Quest'ultimo, tra l'altro, nelle accuse mosse a Rotondi come autore della rapina al distributore di carburante, figura anch'egli indagato, sebbene il Gip Flavio Cusani non abbia ritenuto di adottare nei suoi confronti alcun provvedimento. L'arresto di Rotondi è scattato ieri mattina da parte degli agenti della Squadra Mobile, diretti dal vice questore Emanuele Fattori, che hanno svolto le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Patrizia Filomena Rosa.
 


La rapina addebitata a Rotondi è avvenuta il 14 novembre dello scorso anno. Secondo l'accusa l'uomo era alla guida di un'Audi A3 insieme a un complice che, sceso dall'auto con il volto coperto, minacciò con un fucile a canne mozze l'addetto al distributore di carburanti della ditta «Mare Petroli», ubicato alla periferia del capoluogo, alla contrada Masseria. Il bandito riuscì a portare via la somma di mille euro. L'auto fu poi rinvenuta abbandonata a Foglianise. Gli agenti appurarono che la vettura era sta rubata ad Apollosa il 13 novembre; furto denunciato dal proprietario ai carabinieri.
 
Gli inquirenti soffermarono la loro attenzione sulle immagini delle telecamere collocate ad Apollosa, in particolare sulle registrazioni della notte in cui avvenne il furto dell'Audi. E qui gli investigatori avevano notato che a pochi minuti di distanza dal passaggio dell'Audi rubata era transitata in zona una Golf, adoperata dagli autori del furto per giungere ad Apollosa proprio in via Montemauro dove era stato parcheggiato il veicolo da portar via. Questa seconda auto, in pratica, la Golf risultava intestata a un familiare di Rotondi. E la Golf anche attraverso un Gps montato dalla compagnia assicuratrice ricompare anche a Foglianise subito dopo la rapina al distributore. Infatti gli autori del colpo avevano abbandonato l'Audi e si erano allontanati dalla zona proprio con la Golf. Da questi elementi è scattata l'attenzione su Pierluigi Rotondi anche con le utilizzazioni di intercettazioni telefoniche che hanno consentito anche di ricostruire lo stile di vita dell'indagato, le sue frequentazioni e il continuo uso della Golf che sapendo essere «pulita» ha finito con l'adoperarla non solo per se ma anche per altri malavitosi che era solito frequentare.

Una serie di elementi che hanno portato il Gip Flavio Cusani a ritenere, «stando la gravità dei fatti e la personalità dell'indagato» che la custodia cautelare in carcere «appare allo stato come l'unica misura adeguata a evitare che consumi ulteriori reati analoghi e violenze ulteriori ai danni della collettività anche con l'uso di armi micidiali come il fucile a canne mozze». Rotondi sarà interrogato nel carcere di contrada Capodimonte martedì mattina dal Gip Cusani presente il suo difensore Francesco Fusco.

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