Spaccio di droga a Benvento
arrivano le prime condanne

Martedì 12 Novembre 2019 di Enrico Marra

Processo davanti al Gup del Tribunale di Napoli per i nove imputati di spaccio di stupefacenti per i quali nello scorso mese di febbraio erano scattati anche degli arresti. Cinque condanne e quattro assoluzioni. Queste le condanne: 15 anni e 10 mesi a Pio Musco, 37 anni, beneventano; 8 anni e 8 mesi a Vincenzo D'Agostino, 27 anni, di San Nicola Manfredi; 7 anni e 6 mesi a Pierino Licciardi, 52 anni, beneventano; 7 anni e 10 mesi ad Alfredo Norice, 35 anni, beneventano; 5 anni ad Antonio Troise, 27 anni, beneventano. Assolti Arturo Sparandeo, 36 anni, Giuseppe Mucci, 51 anni, Alfredo Mucci 42 anni e Michelangelo Sessa, 27 anni, tutti beneventani. Il verdetto è stato emesso ieri dal Gup Rosa De Ruggiero. Il rappresentante dell'accusa Luigi Landolfi in una precedente udienza aveva chiesto 20 anni per Pio Musco, per Alfredo Norice e Arturo Sparandeo, 12 anni per Pierino Licciardi, per Vincenzo D'Agostino, 10 anni per Antonio Troise e Alfredo Mucci. L'assoluzione, invece, era stata chiesta per Michelangelo Sessa, 27 anni, e Giuseppe Mucci.

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Il blitz antidroga risale allo scorso 11 febbraio. Cinque arrestati e altri quattro indagati. Secondo l'accusa fu smantellata una banda di spacciatori che importava droga dal Napoletano e dal Casertano per piazzarla in città. Gli arresti scattarono in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare su richiesta della Dda. Le accuse contestate erano di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti.
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Benevento, erano state avviate nel settembre 2016 e si erano protratte fino al marzo 2018. Ne era venuta fuori una mappa dello spaccio riguardante la città. I carabinieri avevano effettuato intercettazioni telefoniche e ambientali alle quali si erano aggiunti dei pedinamenti. Inoltre erano state raccolte dichiarazioni di diversi acquirenti degli stupefacenti. Le località dove gli spacciatori si rifornivano erano Castel Volturno, Pomigliano d'Arco e Castello di Cisterna. A Castel Volturno, nel Casertano, per lo più ci si riforniva di eroina, mentre a Castello di Cisterna venivano acquistati hashish, cocaina e crack.

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Nelle intercettazioni è finito anche il linguaggio criptico adoperato dai corrieri. Si parlava non di droga ma di «castagne». Spesso gli stupefacenti venivano consegnati agli acquirenti nelle ore notturne presso distributori di carburante, negli orari in cui erano chiusi. In qualche caso per questi viaggi venivano adoperate anche auto prese in noleggio. Gli imputati sono stati difesi da Antonio Leone, Claudio Fusco, Gerardo Giorgione, Vincenzo Sguera, Fabio Russo, Domenico Dello Iacovo e Nino del Piero.
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