Rifiuti, enti in silenzio sul biodigestore:
nessun rilievo presentato

Lunedì 3 Agosto 2020 di Paolo Bocchino
Al primo test su Energreen il fronte degli enti locali sceglie il silenzio. A giugno, nei giorni che seguirono la notizia della possibile realizzazione a Benevento di un digestore anaerobico per 110mila tonnellate di rifiuti, le prese di posizione fioccarono. Provincia, Ente d'Ambito, consorzio Asi, così come esponenti delle forze politiche e della società civile fecero sentire la loro voce per denunciare l'anomalia di un impianto sovradimensionato rispetto al fabbisogno territoriale. La vicenda salì anche agli onori del consiglio provinciale con uno specifico punto della seduta del 9 luglio. Alla prima chiamata ufficiale, però, le istituzioni sannite non hanno risposto. A fine luglio scadevano i 20 giorni assegnati dalla legge per la richiesta di integrazione documentale, appuntamento fissato dall'articolo 27 bis del Testo unico sull'ambiente che disciplina l'iter del Provvedimento autorizzatorio unico regionale chiesto da Energreen. Un procedimento articolato che ingloba in un solo dossier la pletora di nulla osta. E che chiama a pronunciarsi prima dell'eventuale via libera qualcosa come 32 enti. Solo 2 le risposte pervenute: Regione e Snam. In quest'ultimo caso si tratta di notazioni tecniche avanzate dal titolare della infrastruttura energetica nazionale sulla compatibilità dell'impianto con la rete. Ma è soprattutto dalla Regione che sono pervenute le osservazioni più ficcanti sulla documentazione cui la società partenopeo - piemontese dovrà replicare entro 30 giorni pena la decadenza della istanza. «Gli elaborati presentati - osserva la Unità operativa Energia dell'ente regionale - non sono esaustivi affinché la progettazione possa considerarsi di livello definitivo per carenza della documentazione relativa a tipologie strutturali, schemi e modelli di calcolo, relazione geotecnica, elaborati grafici del progetto, relazione idraulica sullo smaltimento delle acque».

L'IMPIANTO
Particolarmente rilevante l'appunto mosso in merito al termovalorizzatore previsto: «Manca il dimensionamento di massima dell'impianto - eccepisce la dirigente regionale Francesca De Falco - gli schemi funzionali, la valutazione della producibilità attesa in termini di energia elettrica». Tra i «buchi» nella documentazione segnalati dalla Regione figurano anche «la descrizione non abbastanza esplicativa della produzione di biometano; un'approfondita relazione illustrativa che tenga conto della provenienza della risorsa utilizzata, della producibilità attesa e del trattamento e/o smaltimento dei rifiuti; la stima dei costi di dismissione dell'impianto; un'analisi delle possibili ricadute sociali, occupazionali ed economiche a livello locale; la documentazione degli adempimenti previsti per gli impianti di produzione di biogas da frazione organica dei rifiuti». Non proprio dettagli, come si vede. Questioni sulle quali al momento gli enti sanniti non hanno ritenuto di entrare puntando a giocare le proprie carte al tavolo della Conferenza di servizi.

LE POSIZIONI
«Invieremo in Regione il deliberato licenziato dall'Asi - replica il presidente Luigi Barone -. Contiene le osservazioni sulla compatibilità dell'impianto con le aziende agroalimentari dell'agglomerato, con il Piano d'Ambito e con lo studio che abbiamo affidato all'Unisannio». Ente d'Ambito che, a sua volta, rinvia al prossimo step la discesa in campo: «Il termine decorso riguardava la verifica dell'adeguatezza della documentazione - rileva il presidente Pasquale Iacovella -. A integrazione completata da parte della ditta si aprirà l'analisi nel merito e in quella fase l'Ato presenterà le proprie osservazioni». Dalla Rocca il presidente Antonio Di Maria nega vi sia stato disinteresse: «Al contrario, la Provincia si è attivata da tempo con atti concreti malgrado il quadro normativo non le assegni un ruolo precipuo in materia. Fa testo il dibattito promosso in Consiglio che ha deciso la istituzione di un Tavolo permanente. La nostra linea non cambia: no all'aggressione del Sannio, principio che cristallizzeremo anche nell'aggiornamento del Piano territoriale». Chi non si farà sfuggire l'opportunità di dare i chiarimenti richiesti è la Energreen: «Risponderemo nei tempi fissati alla lamentata carenza di documentazione - assicura l'ad, Gianluca Rossi - Documenti che peraltro, come dimostreremo, sono già presenti in progetto». © RIPRODUZIONE RISERVATA