Smog a Benevento, partono
i controlli delle caldaie

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Paolo Bocchino
Lo smog non è un prodotto tipico della Pianura padana. L'esplosione del tema nelle ultime ore sui media nazionali si deve alla impennata di polveri sottili registrata al di là del Rubicone. Milano, Torino, la gran parte dei capoluoghi veneti e finanche Firenze sono avvolte da giorni in una nuvola di veleni. Gli stessi che però colpiscono di frequente anche la Campania e Benevento senza che la questione assuma i toni dell'emergenza patria. Rilievo non di sterile matrice campanilistica ma per stigmatizzare come la problematica resti di cogente attualità a prescindere dalle latitudini alle quali si presenta. Se ne è fatto carico ieri il primo cittadino Clemente Mastella che sul tema ha vergato via social un messaggio molto deciso: «Ricevo rimproveri ingiusti ogni volta che in alcune domeniche chiudo al traffico parte della città. Ma lo sanno questi brontoloni ideologici che ogni anno in Italia muoiono 100 persone al giorno, 34mila l'anno? Siamo il primo Paese per decessi da biossido di azoto, uno dei veleni che veicoli e caldaie mescolano silenziosamente ai 10mila litri di aria che inaliamo ogni giorno. Rischi per i polmoni e per il cuore. Danni anche al cervello. Il rischio di tumori è elevato. Questo soprattutto per bambini e anziani. Ho il dovere di prevenire tutto questo, il killer dell'aria inquinata è terribile. Che si cammini un po' a piedi non è male. Io tutelerò la salute dei miei concittadini. Gli interessi anche legittimi vengono dopo. Non mi fermo. Ora bisognerà mettere mano a tutto ciò che produce danno alle persone».

LE INIZIATIVE
Intenzione dettagliata dal sindaco con le possibile misure in cantiere e le iniziative anche personali tra le quali ne spicca una per iconicità: «Al prossimo rialzo dei valori di polveri girerò indossando la mascherina - annuncia Mastella - Lo farò anche per lanciare un messaggio visibile: non possiamo più permetterci sottovalutazioni o superficialità su questa gravissima questione. Gli studiosi sono arrivati a stabilire che a causa dello smog si perdono in media 2,5 anni di vita. Cos'altro vogliamo aspettare? A febbraio promuoveremo in città un seminario scientifico con esperti della materia tra i quali il responsabile di pneumologia del San Pio, Mario Del Donno. Andremo avanti con la chiusura al traffico quando necessario, senza dare ascolto a lamentele o comportamenti incivili come quelli di chi, complice la limitazione d'organico della polizia municipale, pensa di essere più intelligente passando accanto alle transenne. Inoltre dovremo avviare le verifiche sugli impianti termici domestici. Verificheremo se svolgerli con la Provincia o autonomamente ma lo faremo comunque. Sono consapevole che si tratta di una scelta impopolare giacché comporterà qualche esborso per i cittadini, ma la cosa non mi fermerà perché sono stato eletto per affrontare i problemi e possibilmente risolverli non per vivacchiare».

LE CENTRALINE
L'attualità del problema si è palesata anche nei primi giorni del nuovo anno con ripetuti superamenti dei valori massimi di Pm10 cui si sono aggiunti tassi di concentrazione di polveri Pm2,5 (ultra sottili) altrettanto allarmanti. Sono già quattro in tre diverse centraline i superamenti di Pm 10 registrati in città da Capodanno e il conto sarebbe ancora più salato se le apparecchiature non avessero incontrato talvolta problemi tecnici che ne hanno reso formalmente inutilizzabili i riscontri. Certificati comunque i due superamenti di Santa Colomba (venerdì 3 e sabato 4), quello di Capodanno in via Mustilli e l'inusuale surplus di Ponte Valentino (4 gennaio). Le polveri Pm 2,5 hanno fatto anche peggio con cinque giorni su sette oltre la soglia di tollerabilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA