Aldo Balestra
Diritto & Rovescio
di

Daniele e Roberto, vittime
nel cinismo di web e media

Nel combo Ansa le immagini riprese da un frame della trasmissione tv "Le Iene"
Nel combo Ansa le immagini riprese da un frame della trasmissione tv "Le Iene"
di Aldo Balestra
Lunedì 7 Novembre 2022, 14:22 - Ultimo agg. 10 Novembre, 23:29
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«Si è ucciso l'uomo che online si era spacciato per fidanzata» (Ansa, 6 novembre 2022, ore 16.16)
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L'uno, Daniele, 24 anni, atletico e prestante, il pugilato praticato per passione, allegro eppure tremendamente solo, cercava l'amore sul web e pensava di averlo finalmente trovato in Irene, una splendida modella ventenne - purtroppo inesistente nella realtà - di cui si era perdutamente innamorato, al punto da inviarle 8mila messaggi in diversi mesi di relazione virtuale a distanza.

 Daniele s'è impiccato un anno fa: «Non ve l'ho mai detto, ma vi voglio un mondo di bene», aveva scritto disperato ai genitori prima di uccidersi, avendo scoperto che a scaricarlo non era stato Irene ma un uomo di 64 anni, Roberto. Questi s'era preso gioco di lui, manipolando un profilo web e inventando il personaggio della modella di cui si era invaghito perdutamente il giovane. I genitori di Daniele hanno chiesto giustizia, hanno scritto anche al premier Meloni, l'uomo di Forlimpopoli che s'era preso gioco del loro figliolo era stato nel frattempo scoperto e condannato - per il solo reato di sostituzione di persona - a 825 euro di multa, con decreto penale di condanna.

Mentre ciò accadeva gli inviati della trasmissione tv “Le Iene” andavano alla scoperta di Roberto, cercando di intervistarlo in un piccolo centro - Forlimpopoli - dove non basta una mascherina elettronica  sul viso per impedire di fare uno più uno. Certo, impressi nel filmato tv i modi sgarbati di Roberto che cerca di liberarsi dai microfoni che incalzano, che usa espressioni offensive nei confronti dei genitori di Daniele, che sembra non rendersi minimamente conto delle conseguenze tragiche del proprio operato sul web. Lo aveva fatto non per spillar soldi al giovane, come spesso accade con vittime anche personaggi famosi, ma solo “per scherzo”. Un tragico scherzo, amplificato dalla potenza planetaria del web, che non fa prigionieri, che esalta banalità e frantuma sentimenti, regolato solo dal meccanismo del clic, un mondo che non conosce oblìo (ne sa qualcosa la mamma di Tiziana Cantone), che continua a dispiegare inesorabile, nel tempo, i suoi effetti spietati. E non per scherzo ieri s'è tolto la vita anche Roberto, nella sua casa di Forlimpopoli, vittima dei suoi stessi dèmoni, travolto dalla vergogna («non volevo finisse così...mi stanno rovinando la vita....sono stanco», aveva dichiarato ad un giornale), con quell'apparizione tv che lo aveva ulteriormente devastato consegnandolo, a sua volta, al pubblico ludibrio. Dopo Daniele, Roberto. 

Dovremmo, allora, provare tutti a fermarci e riflettere su ciascun pensiero, gesto, opportunità, convenienza, percezione, effetto di ogni clic sulla tastiera, diventata grazie al web un'infallibile arma (gratuita) di distrazione delle masse e spesso distruzione dei singoli. Daniele e Roberto, vittima e carnefice sul web, non hanno retto al peso dello stesso meccanismo perverso, pur con ruoli profondamente diversi. E' solo che nella pubblica piazza virtuale, per quanto enorme, i drammi si fondono e non finiscono mai. Sono lì, inesorabili, a chiedere il conto. E i drammi virtuali diventano tremendamente reali.
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«La maldicenza e la calunnia fanno anche più male che non si vorrebbe» (Giusti)

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