Maria Pirro
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Vaccini, influenza e coronavirus: la prevenzione inizia alla nascita

Domenica 6 Settembre 2020 di Maria Pirro
È una battaglia sostenuta dai pediatri, quella contro il dolore causato dall'iniezione, portata avanti in parallelo alla campagna per la promozione delle vaccinazioni obbligatorie (in calo durante l'emergenza Coronavirus e di estrema attualità con la riapertura delle scuole) e per la profilassi contro l'influenza stagionale (raccomandata da ottobre a dicembre). «Al centro di uno studio scientifico che abbiamo appena realizzato con la collaborazione con la Asl - dice il professore ordinario Pietro Vajro - i riscontri dimostrano che l'allattamento al seno (o, se non possibile, il biberon), al momento della puntura, riduce la sofferenza provata dai neonati, e può essere una strategia percorribile nel corso primo anno di vita». Si contano 162 piccoli pazienti coinvolti nella ricerca documentata in video (senza più infiniti pianti disperati) e completata con la compilazione di un questionario da parte delle madri.

Dati raccolti ed elaborati da Claudia Viggiano, Annachiara Occhinegro, Maria Anna Siano, Claudia Mandato, Michele Adinol, Annalisa Nardacci, Anna Luisa Caiazzo, Domenico Viggiano. E pubblicati su Pediatric Research. «Un'occasione per ribadire l'importanza della prevenzione», aggiunge il medico, spiegando che deve essere un impegno. «Oggi più di ieri». Perché «un genitore su tre in tutta Italia ha  rinviato la seduta vaccinale dei figli. E questo è un problema serio», il monito lanciato dal presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani. Quanto alla vaccinazione anti influenzale, per la prima volta proprio per l'effetto Covid, viene proposta in Campania anche ai bimbi dai sei anni d'età con l'obiettivo di semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti. «Una misura importante - la definisce il docente di Pediatria dell'Ateneo campano - soprattutto perché al momento e per la prossima stagione influenzale 2020/2021, non è possibile escludere una cocircolazione di virus influenzali e Sars-CoV-2».

Non mancano comunque le avvertenze. Ad esempio. Il vaccino anti influenzale non va somministrato ai lattanti (al di sotto dei sei mesi non ci sono sufficienti studi clinici sui rischi), a chi ha manifestato una reazione allergica grave dopo la somministrazione di una dose o anche di un componente del farmaco. È da rimandare, inoltre, la punturina quando si ha una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, fino all'avvenuta guarigione, e da evitare se si è avuta la sindrome di Guillain-Barré. Nell'ultimo documento diffuso dal ministro Roberto Speranza, sono poi precisate le «false controindicazioni». Tra queste, l'allergia alle proteine dell'uovo, la gravidanza o l'allattamento, l'infezione da Hiv e altre immunodeficienze congenite o acquisite. Non ha invece effetti collaterali l'allattamento al seno, che è raccomandato sempre. Nutrimento perfetto, facilmente digeribile, trasmette amore e sicurezza. E rappresenta la prima immunizzazione per il bambino, a base di cellule vive e anticorpi che combattono i germi, e riduce pure i rischi di contrarre malattie respiratorie,
gastroenteriti e otiti e tante altre patologie. Ultimo aggiornamento: 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA