Agro soffocato dai roghi,
la sfida dei blogger: «In piazza»

Mercoledì 21 Agosto 2019 di Paolo Ventriglia
«È da poco passata l'ennesima notte di follia tra Parete, Trentola Ducenta, Lusciano, Aversa, San Marcellino e hinterland a base di fumo acre e aria irrespirabile, ma si continua senza sosta a bruciare. La situazione è ormai totalmente fuori controllo. Siamo in balia di criminali assassini senza scrupoli, che agiscono in modo pressoché indisturbato». È l'ennesima denuncia di ambientalisti e cittadini che vivono nell'epicentro della Terra dei fuochi. Non c'è giorno che passi senza una segnalazione di un incendio.
 
I social network sono invasi da messaggi e foto che mostrano il disastro ambientale. «L'unico rimedio - insistono gli ambientalisti di Terra Nostrum di Trentola Ducenta - che può arrestare questa situazione allucinante, è la calata in massa dei militari, per riprendere il controllo del territorio. Diversamente il saccheggio, la devastazione del territorio e della nostra salute, continueranno fino alla distruzione totale». Interviene anche Alessandro Gatto del Wwf: «Se in mezzo alle campagne ci sono tonnellate di rifiuti abbandonati illegalmente, basta un piccolo fuoco dato alle erbe secche che diventa subito inceneritore di rifiuti all'aria aperta. Per questo motivo sono convinto che il nostro ruolo (da cittadini) è quello di vigilare sul territorio. Non possiamo e non dobbiamo restare a guardare».

Intanto, qualcosa inizia a muoversi. Ad Aversa un blogger ha lanciato la proposta di organizzare una manifestazione di protesta. «Siamo circa seimila persone in questo gruppo - afferma Danilo sulla sua pagina Facebook - e si arriverebbe a diecimila col passaparola. In Francia avrebbero già invaso le strade. Smettiamola di fare i leoni da tastiera e agiamo con il blocco totale di strade nevralgiche. Bisogna dare un segnale forte». A Lusciano si stanno muovendo ancora più celermente: nei prossimi giorni è previsto un incontro per decidere la data della manifestazione di protesta. Sono già tantissime le adesioni giunte attraverso Facebook (Lusciano Online). «Basta ai roghi - dice Loredana - Non se ne può più. Ma non dobbiamo solo lamentarci, dobbiamo agire. Iniziamo tutti a scendere in piazza». Ma c'è anche qualche voce fuori dal coro come quella di Mariateresa. «Mi dispiace ma io non credo né alle manifestazioni né alle fiaccolate. I provvedimenti li dovrebbero prendere chi ci governa, chi ci rappresenta, con controlli e pene severe. Il caro ministro dell'Ambiente sa bene in che situazione stiamo». E c'è chi, addirittura, propone una class action nei confronti del Governo per le gravi inadempienze nei confronti delle popolazioni della Terra dei fuochi.

«Una denuncia-querela collettiva - afferma Luigi - contro lo Stato italiano per i danni causati. E contro anche gli stessi enti locali che non fanno abbastanza per lottare contro il fenomeno dei roghi tossici». A Parete il comitato civico «Parete Basta Roghi» spinge per una ribellione generale di massa ad oltranza di tutte le città dell'Agro aversano. «Tutti insieme - afferma Giovanni Papadimitra - per incalzare le autorità centrali, regionali e locali all'attuazione del protocollo d'intesa del Governo. Chiediamo il rafforzamento del controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine e dell'Esercito con controlli notturni e diurni h 24. Non possiamo sottostare più a questo stillicidio e subire inermi questa drammatica situazione che non conosce più limiti. Infine un appello ai sindaci di queste Comunità: unitevi con noi per un fronte comune, in una rivolta di popolo continua e assidua finché non si arresta questa barbarie». © RIPRODUZIONE RISERVATA