Appalti pubblici col sostegno del clan,
arrestati due imprenditori edili a Caserta

Sabato 27 Giugno 2020

Due imprenditori edili, Raffaele Pezzella di 55 anni e Tullio Iorio di 46 anni, sono finiti agli arresti domiciliari per concorso esterno in associazione camorristica, perché ritenuti contigui al clan dei Casalesi, in particolare alle famiglie Schiavone e Russo. Le indagini sono state realizzate dai carabinieri del Ros con il coordinamento della Dda di Napoli, e rappresentano un approfondimento dell'inchiesta «Medea» sulle infiltrazioni dei Casalesi negli appalti pubblici (indagine giunta a sentenza in appello con pesanti condanne per i principali imputati); i carabinieri del Ros hanno scoperto che i due costruttori sarebbero stati i referenti delle famiglie Russo e Schiavone, riuscendo, grazie all'appoggio delle cosche, ad ottenere l'affidamento di gare di appalto per la realizzazione e la manutenzione di opere commissionate dall'amministrazione provinciale di Caserta.
 


Una volta aggiudicatisi i lavori, i due imprenditori hanno stabilmente versato somme di danaro contante corrispondente al 10% dell'importo di assegnazione dell'appalto ai clan, che gli garantivano la regolare e tranquilla esecuzione delle attività lavorative. Le famiglie Russo e Schiavone, è emerso, si erano accordate con le altre famiglie della «federazione» casalese, ovvero i Bidognetti, gli Zagaria e la famiglia Iovine, per fare in modo che Iorio e Pezzella si aggiudicassero gli appalti in tranquillità

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