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«Il cancro non aspetta i tempi
della Regione, si gioca con la vita»

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Ornella Mincione
«Il cancro non aspetta i tempi della Regione, si gioca con la vita»

Avere sotto controllo un tumore e le sue metastasi significa «spendere cifre importanti che si aggirano anche intorno al migliaio di euro», spiega Manuela Dell'Unto, promotrice della petizione di tutti i malati oncologici della Regione i quali, a seguito della delibera del consiglio regionale numero 599, si ritrovano coinvolti nella politica dei tetti di spesa, quando fino a dicembre scorso l'assistenza oncologica era esonerata dai budget assegnati e garantita a tutti coloro con il codice 048 e 049.

«Abbiamo esposto la problematica più di una volta al presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero e ne abbiamo parlato in consiglio, ma ci hanno rinviato a settembre per eventuali soluzioni. Si tratta di un tempo lunghissimo per noi, durante il quale siamo in tanti a dover fare controlli, visite e Pet Tac». Due mesi per i pazienti oncologici sono infatti un'eternità se si considerano anche coloro i quali attendono di avere responsi sull'entità di eventuali lesioni o macchie riscontrati negli ultimi esami.

«In aggiunta c'è da considerare la lista delle prenotazioni. Dunque a tempo si aggiunge altro tempo», continua Manuela Dell'Unto, giovane paziente casertana che insieme a Teresa Tartaglione, Alessia Capriati e altri hanno raccolto circa 90 mila firme di ammalati casertani e non e le hanno presentate in regione. Il nuovo sistema, adottato dalla Regione alla fine dello scorso dicembre, ha mandato in soffitta il budget indistinto e spalmato su base annua a cui tutti attingevano e che lasciava scoperti gli ultimi mesi dell'anno ma la coperta resta corta e provoca oggi il precoce esaurimento dei tetti limitando al 10 di ogni mese la possibilità di accedere alle prestazioni in convenzione. La problematica si fa sempre più fitta se si considera che «nel pubblico non ci sono sempre quei macchinari utili alle nostre esigenze diagnostiche e terapeutiche - dice ancora Manuela - ci troviamo costretti a rivolgerci a quel determinato centro o in un altro ancora per l'avere l'esame o la terapia utile ad affrontare il nostro tumore». Addirittura, «ci sono pazienti sulle isole con ulteriori difficoltà aggiuntive rispetto quelle che viviamo noi», continua la promotrice della petizione. Da qui, quindi, la critica: «Invece di rimandare di mesi in mesi (che tra l'altro sono per noi vitali) ci dessero delle risposte ora, visto che hanno erogato finanziamenti per iniziative spesso non utili dal punto di vista sanitario - continua ancora Manuela Dell'Unto - noi stiamo aspettando da gennaio che qualcuno concretizzi una soluzione e a fine giugno ci hanno detto di aspettare settembre».

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In realtà, spiega Lorenzo Latella di Cittadinanzattiva Campania, è necessario spiegare come «la rete oncologica che assiste nella diagnosi precoce è efficiente e funziona. Ciò che manca ora è il follow up, l'assistenza al paziente oncologico cronico, vale a dire alla stra-grande maggioranza dei pazienti oncologici. Le diverse delibere licenziate dalla Regione incidono sulla specialistica ambulatoriale. Latella aggiunge: «Si potrebbe fare come si fa nel Lazio. Dove manca la sanità pubblica, il paziente viene indirizzato dal Cup regionale al centro convenzionato». Intanto, «ci sono persone che non hanno la forza economica e i tumori crescono. Tutti sappiamo come va a finire», precisa Manuela Dell'Unto.

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