Anagrafe a Caserta: attese infinite
sotto il sole e tra i serpenti

Sabato 12 Settembre 2020 di Daniela Volpecina

Rinnovare la tessera elettorale, ritirare un certificato o effettuare un cambio di residenza sono imprese davvero ardue di questi tempi per un cittadino di Caserta. Lo testimoniano le lunghe file sotto al sole che si registrano ormai quotidianamente in via San Gennaro davanti all'ingresso dell'ex Caserma Sacchi, sede dei servizi demografici, dello stato civile e dell'ufficio elettorale. Attese estenuanti e non di rado anche vane che sempre più spesso generano litigi e persino risse. Ad alimentare il disagio ci sono la carenza di personale appena 22 dipendenti rispetto agli ottanta di qualche anno fa i continui guasti ai terminali e alle apparecchiature che costringono a rinviare le operazioni e soprattutto l'impossibilità di effettuare on line alcuni servizi come avviene in altre città d'Italia. Disservizi in parte noti ai quali tuttavia si aggiungono oggi anche i disagi e le paure di un possibile contagio Covid. Difficile infatti rispettare il distanziamento sociale quando si è costretti a fare la fila a bordo strada. Così come riuscire ad ottenere una informazione da parte di chi presidia gli uffici. E poi c'è il fattore tempo. Non basta infatti soltanto mettersi in coda per essere certi di riuscire ad entrare. C'è infatti chi racconta di essere stato costretto a tornare tre volte prima di poter finalmente ottenere un certificato o un documento.

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Impossibile, secondo il segretario comunale e dirigente dei servizi demografici, Salvatore Massi, fare di più considerate le poche risorse a disposizione: «Il dissesto spiega non consente di implementare l'organico. Ciò che possiamo fare però è delegare alcune operazioni agli edicolanti. Consentire cioè ai cittadini di ritirare certificati dal giornalaio di fiducia. La legge lo consente. Stipuleremo una convenzione con la categoria poi bisognerà attendere l'autorizzazione dal Ministero per l'attivazione di un software per i pagamenti digitali dei diritti di segreteria». Una soluzione che potrebbe contribuire a snellire, almeno in parte, le file ma che di certo non risolverà i problemi atavici del settore. «Se in piena estate si smagnetizzano le smart card per il rinnovo della carta d'identità e il Ministero impiega due mesi per inviarti i chip non si può incolpare i dipendenti del Comune. Da qualche mese è attiva una sola postazione su quattro per questo tipo di procedura. Ciò significa che l'impiegato non ha potuto effettuare più di sette, otto operazioni al giorno. Un quarto del lavoro che avrebbe potuto svolgere con tutte le postazioni attive. Con le nuove smart card arrivate ieri mattina potremo finalmente riattivare almeno tre dei quattro sportelli. Contiamo di farlo già dalla prossima settimana».
 


Altra nota dolente quella delle file in strada. In tanti si chiedono infatti come mai non sia possibile prevedere, con i dovuti distanziamenti, un corridoio interno al riparo dal sole e anche dalla pioggia. «Avevamo previsto una soluzione di questo tipo precisa il dirigente e per qualche settimana siamo riusciti anche ad attuarla almeno fino a quando non è spuntato un serpente dall'ex Macrico, in uno dei cortili. A quel punto non me la sono sentita di esporre il pubblico a un simile rischio. E la cosa ancora più grave è che non riusciamo a trovare sulla piattaforma del Mepa una ditta che si occupi di disinfestazione da rettili. So che alcune scelte possono apparire ai più ingiuste o impopolari ma se ci sono delle norme sulla sicurezza, vanno rispettate, per il bene di tutti. Ora più che mai». 

Ultimo aggiornamento: 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA