Caserta, reparti dimezzati a San Felice
e infermieri trasferiti al Covid Hospital

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Gabriella Cuoco

Il 70 per cento degli infermieri dell'ospedale Ave Gratia Plena di San Felice a Cancello sarà immediatamente trasferito al Covid Hospital di Maddaloni. La decisione, nonostante il giorno festivo, è arrivata ieri per gli operatori sanitari del presidio ospedaliero della Valle di Suessola, che assicura da anni oramai assistenza a un bacino d'utenza di 70mila cittadini. L'Asl di Caserta ha firmato, senza nessun tipo di preavviso, un protocollo d'intesa con la direzione ospedaliera per l'accorpamento dei reparti di Riabilitazione cardiologica e Lungodegenza per far sì che i camici verdi, che operano nella struttura di via Roma, possano offrire il loro servizio presso il Covid Hospital a seguito dell'aumento sensibile dei contagi da Covid-19 e per sopperire all'assenza nei reparti di terapia intensiva, sub-intensiva e pneumologia dei sedici operatori socio sanitari che non hanno avuto il rinnovo del contratto da parte della cooperativa Quadrifoglio di Casagiove.

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Le reazioni alla notizia sono state molteplici. Gli stessi cardiologici dell'Ave Gratia Plena hanno inviato una nota all'Asl nella quale invocano chiarimenti sul doppio provvedimento, che potrebbe far registrare un rallentamento delle attività e, soprattutto, un depauperamento delle risorse.

«Le ultimi decisioni si legge nella nota a firma del primario di Cardiologia De Matteis sostenuto dai colleghi Bortone, Campagnuolo, Crisci e Fierro - relative ad accorpamenti di reparti nel nostro presidio ospedaliero, al solo scopo di trasferire infermieri e/o medici al Covid-H di Maddaloni, non fa altro che aggravare la già precaria cura e assistenza alle tantissime persone con affezioni e patologie Cardiovascolari e/o Sclero-Degenerative della Lungodegenza».

I medici chiedono anche il ripristino del pronto soccorso presso l'ospedale di San Felice a Cancello, battaglia portata avanti anche dai sindaci di San Felice a Cancello, Arienzo e Santa Maria a Vico, già dallo scorso mese di aprile. «Il ripristino del pronto soccorso dell'Ave Gratia Plena hanno detto i primi cittadini - è altra questione mai sottovalutata e che, ora, dopo la chiusura di quello di Maddaloni, ormai Covid Hospital da sei mesi, ci vede in una posizione unitaria. È fondamentale ottenere non solo risposte, ma anche provvedere in tempi brevi alla riapertura di questo punto di primo intervento di cui i cittadini non possono essere sprovvisti in un ambito territoriale così esteso».

 

I disagi per la popolazione della Valle di Suessola, al confine con il territorio beneventano, sono molteplici visto che il primo pronto soccorso utile è quello dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta e dalla parte opposta il Fatebenefratelli di Benevento. «Insieme al sindaco di San Felice a Cancello Giovanni Ferrara ha precisato il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida - faccio mie queste richieste, allineandomi con le preoccupazioni e le necessità espresse dal dottor De Matteis a nome dei medici e dei dirigenti medici dell'ospedale, già oggetto di ridimensionamenti, tagli e chiusure negli ultimi anni. Oggi più che mai una struttura pubblica situata in una posizione nevralgica, capace di raccogliere un'utenza così numerosa, ha bisogno di essere supportata e potenziata nell'interesse di tutti i pazienti che richiedono cure ed assistenza avulse dal Covid-19».

Intanto, ieri, il Covid-Hospital di Maddaloni oramai al collasso ha dovuto respingere venti ricoveri (alcuni gravi) per assenza di posto ma anche di personale sanitario.
 

Ultimo aggiornamento: 18:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA