Coronavirus a Villa Literno, è caccia
ai contatti dei sette immigrati contagiati

Martedì 28 Luglio 2020 di Fabio Mencocco

Comincia ad aumentare la paura a Villa Literno per i contagi registrati all'interno della struttura di accoglienza per richiedenti asilo sita sul territorio liternese, al confine con Castel Volturno. Nella giornata di ieri tra la piazza reale e quella virtuale non si parlava praticamente d'altro, con tantissime persone in fila alla posta o sedute in piazza che hanno mostrato tutta l'apprensione per i sette nuovi casi di coronavirus.

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L'amministrazione comunale, che in questo momento viene guidata da Valerio Di Fraia, ha messo in moto da sabato sera tutti i protocolli di prevenzione con l'ordinanza di quarantena firmata dall'assessore Raffaela Ucciero che dice: «Stiamo facendo ulteriori verifiche per capire eventuali spostamenti e contatti delle persone che risiedono all'interno della struttura. Gli addetti al centro operativo stanno collaborando con le autorità sanitarie per ricostruire tutta la vicenda». È proprio qui che cresce la preoccupazione degli abitanti di Villa Literno, coinvolgendo anche quelli dei territori limitrofi. «Non sappiamo se in questi giorni queste persone abbiano avuto altri contatti e per questo non ci sentiamo al sicuro» è l'opinione comune delle persone nella piazza centrale del paese. Nonostante la struttura sia molto lontana dal centro abitato la preoccupazione resta. Anche perché i richiedenti asilo ospiti della struttura sono asintomatici e secondo quando filtra da alcune fonti locali erano liberi di circolare sul territorio, ma anche di trovarsi un lavoro.

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Questo non fa altro che acuire il senso di impotenza di molte persone che hanno sfogato la propria rabbia anche attraverso i social: «Eravamo riusciti ad azzerare i contagiati e contenere il problema, invece ora piombiamo di nuovo nell'incubo» scrive un utente della rete, mentre un altro su un gruppo locale invoca la «chiusura delle frontiere, almeno in questo modo non dovremo fare i conti con i contagi che arrivano al di fuori dell'Italia».
La situazione ieri all'esterno della struttura gestita dalla cooperativa Alba Nuova è stata abbastanza tranquilla. I carabinieri della compagnia di Casal di Principe, della stazione di Villa Literno e i militari hanno sorvegliato continuamente l'ex albergo trasformato in una struttura ricettiva per richiedenti asilo. Nonostante qualche piccola tensione iniziale si sono svolti con relativa tranquillità anche gli ulteriori accertamenti predisposti dall'Asl, su tutti e cinquanta gli ospiti della struttura, ora in quarantena obbligatoria.

Sulla presenza dei centri di accoglienza «che spuntano come funghi sul nostro territorio», interviene Salvatore Riccardi responsabile locale di Fratelli d'Italia che dice: «È necessaria una regolamentazione di queste strutture. Non è possibile che i cittadini non siano minimamente informati di quanti ce ne siano e soprattutto come vengono gestite. In pratica - continua Riccardi - veniamo a saperlo solo quando accade qualcosa».

Il riferimento è alla protesta del dicembre del 2017 quando alcuni migranti ospiti di un centro di accoglienza di Villa Literno bloccarono via Volturno portando in strada mobili e altro materiale ingombrante per chiedere maggiori diritti e attenzione intorno alle loro condizioni di vita.
 


Intanto i contagi di Villa Literno diventano anche una questione politica con il candidato del centrodestra Stefano Caldoro che ha chiamato in causa la vicenda parlando di «gestione disastrosa dell'immigrazione da parte del governo che mette a rischio la salute dei cittadini campani. Gli ultimi positivi sono a Villa Literno, territorio già segnato da criticità economiche e ambientali». Il candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca chiede di «aumentare il senso di responsabilità e prudenza nei comportamenti».

Prudenza che a Villa Literno è aumentata dopo la diffusione della notizia, anche se in alcuni punti si segnalano ancora assembramenti.

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