Diana, la motivazione del Riesame:
«Imprenditori con appoggio del clan»

di Biagio Salvati

Sono state depositate ieri le motivazioni con le quali, lo scorso 14 febbraio, i giudici del Tribunale del Riesame avevano respinto la scarcerazione dagli arresti domiciliari per i due fratelli gemelli Antonio e Nicola Diana (presidente e vicepresidente della Fondazione Diana) e dello zio quasi ottentenne Armando arrestati il 15 gennaio scorso con l'accusa di concorso esterno in associazione camorristica.

I passaggi dell'ordinanza del Riesame ricalcano per molti versi il contenuto dell'ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Napoli che aveva accolto la richiesta di arresto dei pubblici ministeri antimafia Alessandro D'Alessio e Maurizio Giordano. Intanto, gli avvocati Carlo Destavola e Claudio Botti attendono la fissazione del ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame. Ad oggi sono già tre i mesi trascorsi dai Diana agli arresti domiciliari, colpiti in sede di discussione del Riesame anche da altri nuovi verbali contenenti le dichiarazioni di un ulteriore pentito, Nicola Panaro.

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Sabato 16 Marzo 2019, 09:33
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