Don Barone condannato a 12 anni carcere:
quattro anni ai genitori, assolto il poliziotto

Venerdì 7 Febbraio 2020 di Mary Liguori

Tre ore di tensione e preghiere poi la calca sul pacchetto riservato al pubblico in corte d’Assise. Al primo piano del palazzo di giustizia di Santa Maria Capua Vetere è il giorno del giudizio. Esattamente due anni dopo il clamoroso blitz al tempio di Casapesenna, il tribunale condanna don Michele Barone a 12 anni di carcere. Per i giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Maria Francica, a latere Alessandra Cesare ed Elena Di Bartolomeo, è colpevole il sacerdote ridotto allo stato laico dalla Santa Sede. Colpevole dei maltrattamenti nei confronti della vittima 13enne ma non per gli abusi sessuali ai danni di due ventenni. Barone è stato difeso dall'avvocato Camillo Irace.
 


Sono colpevoli anche i genitori della minore che sottrassero la piccola, affetta dal disturbo di conversione, alle cure mediche dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, per affidarla alle esclusive preghiere di liberazione del sacerdote. La madre è stata condannata a 4 anni; il padre a 4 anni e sei mesi. Entrambi hanno già perduto la responsabilità genitoriale sulla figlioletta che sarà sospesa per nove anni. Sono stati difesi dall'avvocato Giuseppe Stellato.

Il verdetto per il commissario di polizia Luigi Schettino è invece l’assoluzione piena. Per lui «i fatti non sussistono» e quindi non ha avuto alcun ruolo nei maltrattamenti ai danni della minore. Il commissario Schettino è stato rappresentato dall'avvocato Carlo De Stavola

Rinviati gli atti in Procura per Schettino e il poliziotto Vito Esposito per una condotta del 2017 relativa all'omessa denuncia.

Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA