Elezioni a Caserta, la sfida dei partiti:
ancora scintille tra Marino e Zinzi

Domenica 26 Settembre 2021 di Lia Peluso
Elezioni a Caserta, la sfida dei partiti: ancora scintille tra Marino e Zinzi

Inizia domani l'ultima settimana di campagna elettorale prima del «silenzio» per i sette candidati a sindaco e le coalizioni che li sostengono. Si tratta di Carlo Marino per il centrosinistra, Gianpiero Zinzi per il centrodestra, per le coalizioni civiche ci sono Pio Del Gaudio, Romolo Vignola, Ciro Guerriero, Raffaele Giovine e Errico Ronzo.

È partita la caccia al voto, stringendo accordi, puntando sui grandi elettori. I partiti e le civiche si stanno giocando una partita in solitaria organizzando eventi e manifestazioni per alzare la posta in caso di vittoria. Marino è il catalizzatore degli attacchi da parte dei suoi competitor: Macrico, costruendo Policlinico, Puc ancora da approvare, l'aspetto finanziario del Comune, con la possibilità di un terzo dissesto e biodigestore sono i temi principali che hanno tenuto banco nel corso della campagna elettorale e sui quali sono in corso anche i dibattiti tra i candidati, l'ultimo quello svolto presso i Salesiani a cui però Marino non ha partecipato.

Il candidato del centrodestra Zinzi ha incassato il sostegno di ministri e leader nazionali e puntando su grandi elettori l'ultimo accordo stretto è quello con i farmacisti, un incontro che si è svolto qualche giorno fa. Tra i tre partiti Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, quello che sta svolgendo una campagna elettorale con toni bassi e pochi leader nazionali da portare in tour è Fi. Gli occhi sono puntati proprio sul partito di Berlusconi che a Caserta in passato ha fatto registrare percentuali che hanno portato il partito ad attestarsi alla prima posizione all'interno della coalizione.

Oggi Forza Italia sta attraversando una fase di riorganizzazione di cui si sta occupando il parlamentare Carlo Sarro e a livello cittadino a occuparsi della lista è stato Eugenio Russo, però le acque all'interno di Fi non sono proprio tranquille. La scelta dei candidati al consiglio comunale non è stata lineare: diversi aspiranti consiglieri hanno scelto altre liste dove candidarsi e, in alcuni casi, appoggiando candidati sindaco diversi da quello del centrodestra.

Un rush finale segnato ancora una volta da uno scontro a distanza, attraverso i social tra Zinzi e Marino, con il primo che risponde al secondo, facendo delle prove di turno da ballottaggio, perché entrambi danno per scontato quest'esito. A innescare la replica è stato Marino, scrivendo: «Zinzi sui social pubblica una grafica scrivendo: C'è solo un voto che il 3 e il 4 ottobre rispedisce Marino a casa: quello per la nostra coalizione. Il voto utile per cambiare Caserta. Caro Gianpiero, capisco che hai paura di arrivare terzo, però quel voto è più utile alla Lega per saccheggiare il nostro territorio e per farti avere pronta una comoda poltrona a Roma! Battute a parte, dato che sei disposto a ritirarti dalla carica di consigliere regionale, che ne dici di annunciare anche che non ti candiderai alle prossime elezioni nazionali? So bene quali sono i tuoi obiettivi e come la Strada Maestra che vuoi seguire, sia quella che porta direttamente a Roma. Caserta non si Lega, io sono orgogliosamente meridionalista».

La replica di Zinzi non si è fatta attendere, inviando virtualmente dieci domande al suo antagonista e ha detto: «Ve la ricordate? Marino è in consiglio comunale da quando per telefonare usavamo queste schede (il riferimento è alle schede per telefonare attraverso le cabine pubbliche utilizzate negli anni Novanta, ndr). Quindi rispedisco cordialmente al mittente certe volgarità, tipo che noi andremmo al Comune per fare razzie. Semmai è lui che dovrebbe dare conto del suo operato di ventiquattro anni da amministratore cittadino. Ad ogni modo, lo ringrazio per aver ricordato ai cittadini che, per amore di Caserta, lascio la Regione e rinuncio al Parlamento».

«E, visto che ci siamo, qualche domanda ce l'avrei anch'io - continua Zinzi -. Perché non hai voluto sottoscrivere il mio appello su liste pulite; non hai sottoscritto l'appello di Libera sulla lotta alle mafie e in particolare sull'assegnazione dei 124 beni confiscati che il Comune non ha ancora acquisito; non hai ancora pubblicato sul tuo sito i certificati penali dei tuoi candidati, come la legge impone; usi la pagina social del Comune per farti campagna elettorale; in città gli spazi elettorali sono pochi e installati non a 30, ma solo a una manciata di giorni dal voto; hai fatto un'ordinanza che vieta i comizi in centro, poi rivista con la possibilità di farli solo fino alle 13 dopo l'appello del prefetto; i tuoi fanno girare sondaggi farlocchi, nonostante sia vietato dalla legge nei 14 giorni che precedono il voto; sul biodigestore hai annunciato una clamorosa marcia indietro e in Regione non c'è traccia formale della revoca; ai commercianti in privato hai promesso che non verranno fatti controlli dopo l'ordinanza sulla movida; nessun ministro del governo Draghi mette la faccia sulla tua campagna elettorale?».

«Tutte queste domande hanno una sola risposta - conclude il candidato del centrodestra -. Si chiama sconfitta. Mi spiace Marino, è l'ora di mandare quella scheda telefonica nel cassetto dei ricordi». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA