Felicori assessore in Emilia:
«Grazie al voto dei Casertani»

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Lidia Luberto

Assessore si era detto e assessore è stato: Mauro Felicori, l'ex direttore generale della Reggia, è entrato a far parte della giunta dell'Emilia Romagna, Bonaccini bis. Ha, infatti, ricevuto la delega ai Beni culturali, per lui la più congeniale considerata proprio l'esperienza, durata tre anni, alla guida del massimo monumento casertano. L'annuncio è stato dato ieri dallo stesso Bonaccini.

«Per me è stata una soddisfazione doppia sapere che sono stato votato anche dai casertani che, per vari motivi, di lavoro o studio, sono residenti in Emilia», commenta a caldo il super manager culturale, che nella tornata elettorale del 26 gennaio scorso era stato premiato con oltre 5000 preferenze, raccolte non solo a Bologna, la sua città, con un exploit che gli ha permesso di essere in testa alla classifica delle preferenze della sua lista. E aggiunge: «Sono contento di concludere la mia carriera, che finora è stata totalmente professionale, (non sono, infatti, mai stato direttamente in politica), portando in un'assemblea elettiva il contributo di professionalità acquisita in 40 anni di lavoro», aggiunge Felicori, comprensibilmente felice per l'incarico. «Ovviamente, tutti quelli che vengono eletti sono politici in quanto rappresentanti dei cittadini, però certamente il ruolo di assessore alla Cultura è coerente con tutta la mia carriera. E poi se un politico sa di che cosa parla forse è meglio».

Nel bagaglio di esperienze professionali che porterà nello svolgimento del nuovo incarico anche l'esperienza di Caserta, dunque. «È stata forse la più importante del mia vita dal punto di vista lavorativo: un ruolo così poco condizionato da altre realtà, così ampio e indipendente forse non l'avevo mai avuto. Rispondendo direttamente al ministro ed essendo l'autorità di una realtà importante come la Reggia, ho avuto un ampio spazio e ho potuto dispiegare le mie idee e le mie progettualità senza condizionamenti o limiti». Un'esperienza che può essere mutuata nella nuova realtà, ne è convinto lo stesso neo assessore.

«L'Italia è una, ma i problemi e le opportunità hanno pesi e intensità diverse. Ad esempio, quello che è un problema nazionale, ovvero l'inefficienza del sistema pubblico, in Campania lo vedi di più perché qui il pubblico è molto più importante di quanto lo sia in Emilia Romagna dove c'è una presenza industriale privata assai più forte», spiega Felicori. Che aggiunge: «Insomma, vedi le cose in modo più nitido perché le hai vissute in modo amplificato in Campania. Ad esempio, il tema a cui tengo molto che se i beni culturali avessero una gestione manageriale potrebbero produrre molta più ricchezza, a Caserta ho avuto la possibilità di capirlo meglio e di renderlo più evidente a tutti».

E anche il motto («A pil' a pil', se fa u' penniello») che aveva imparato e adottato a Caserta ispirerà la sua azione in Emilia, confessa. «Essendo la nostra una società più organizzata ci vuole più tempo a produrre un cambiamento».
 

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