Incendio di canneti a Baia Azzurra,
distrutta impresa di tetti in legno

Domenica 25 Agosto 2019 di Vincenzo Ammaliato
CELLOLE - Alla fine delle operazioni dei vigili del fuoco è rimasto in piedi solo in cancello d'ingresso, perché in ferro. Di tutto il resto, solo cenere, oltre alla disperazione del proprietario del deposito, avvisato dai carabinieri di Baia Domizia e arrivato sul posto da Afragola, dove vive, quando oramai la sua struttura e le attrezzature conservate all'interno sono di fatto sparite.
 
Le fiamme sono comparse verso le 16 in località Masseria Tre Ponti, di fronte la località di Baia Azzurra sulla via Domiziana, nel Comune di Cellole. Siamo a due passi dall'entrata di Baia Domizia e ad andare in fuoco per prima sono i canneti che si trovano al lato nord della carreggiata. Sono arbusti alti anche più di due metri e che invadono anche la strada. Vegetazione spontanea della cui manutenzione in quest'area non se ne occupa alcun ente locale, almeno non con la frequenza necessaria. Così basta il gesto sconsiderato di un automobilista, o passeggero qualsiasi, che dopo aver consumato la sigaretta a bordo della vettura si libera della cicca ancora accesa buttandola dal finestrino a innescare l'incendio e quindi il disastro. I vigili del fuoco arrivano veloci dalla stazione di Mondragone. Azionano le pompe e iniziano a domare le fiamme.

E quando la situazione appare finalmente sotto controllo si verifica l'imponderabile: probabilmente è una scintilla che si alza dal canneto e che raggiunge il deposito costruito in legno che conserva all'interno attrezzature dello stesso materiale a innescare l'incendio devastante. Si tratta del deposito dell'azienda napoletana, La Casa del legno, che realizza tettoie e strutture simili. Così, mentre i vigili sono impegnati a spegnere il canneto, alle loro spalle si alza una colonna di fuoco di sei metri. L'intervento si sposta e contemporaneamente sono chiesti rinforzi. Il lavoro dei vigili salva la villa dove abita una famiglia di Cellole, vicina del deposito, il resto va tutto in fumo. E non è finita qui. Perché si apre un nuovo fronte, a cinquanta metri di distanza dal deposito di legno. Forse anche in questo caso il responsabile è una scintilla che si alza e sospinta dal precedente incendio grazie ai venti pomeridiani costanti nei pressi della costa, colpisce le attrezzature per l'irrigazione che si trovano in un vicino deposito di un'azienda agricola. I vigili del fuoco lasciano l'area del deposito del legno dove non c'è più niente da fare e salvano almeno la metà delle attrezzature agricole che rischiavano di finire in cenere. Intanto, la villa che si trova al centro dei due fuochi è rimasta senza energia elettrica: le fiamme hanno divorato i cavi della corrente.

Mentre i carabinieri della locale stazione sentono il proprietario dei due depositi. Racconta di non aver alcuna copertura assicurativa contro gli incendi. Sul caso ci sono delle indagini, ma è pressappoco certo si sia trattato di un incendio non doloso. Piuttosto causato dalla negligenza di chi dovrebbe avere cura gli assi viari e dei singoli cittadini che alla guida hanno spesso comportamenti incivili. Al proprietario del deposito andato in fiamme non resta che allargare le braccia e constatare che: «Sono andati in fumo come dice fra lo scontato sconforto i sacrifici di venti anni di lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA