Incendio alla Reggia di Caserta:
presa difettosa di pc o frigorifero

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Mariamichela Formisano
Una fiammata, proveniente dalle prese di corrente che alimentano un vecchio computer e un frigorifero, ieri mattina ha rischiato di innescare un incendio di proporzioni ben più gravi nelle stanze adibite a guardaroba e deposito borse per i turisti in visita alla Reggia di Caserta. Tre i fattori che hanno evito il peggio: l'immediato allarme lanciato dalla dipendente in servizio per conto di «Opera Laboratori», società che cura i servizi aggiuntivi al monumento, l'intervento immediato del personale Reggia con tanto di estintori alla mano, e l'arrivo in meno di 10 minuti dei Vigili del Fuoco di Caserta. Pochi attimi di panico scoppiati intorno alle 9.30 di ieri, quando i cancelli della Reggia avevano appena aperto al pubblico e sparuti visitatori si avviavano tra il Cannocchiale e l'ex ingresso Adanza, lì dove il fumo ha iniziato a farsi notare. Da quei locali al piano terra, due stanze attigue che affacciano su piazza Carlo di Borbone, erano appena usciti quattro visitatori dopo aver preso le audio guide e lasciato gli zaini. E sulla lista delle presenze attese alla Reggia ieri mattina erano ben cinque le scolaresche prenotate per la visita al monumento, la prima delle quali in arrivo alle 9.30. Meno di un quarto d'ora, quindi, ha evitato che all'avvio dell'incendio assistessero bambini ed insegnanti, con le conseguenze di panico e ressa facilmente immaginabili. Per fortuna lo spavento è stato solo per il personale di servizio al guardaroba e al gabbiotto che presidia l'ingresso centrale del monumento.

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Gli stessi che, nell'immediatezza dei fatti, hanno puntato il dito sulla presa di corrente che alimenta il frigorifero. Infatti la stanza in cui si è verificato l'incendio, attigua a quella predisposta per la custodia di cappotti e borse dei turisti, è utilizzata sia come deposito di audio guide e vecchi documenti di biglietteria, sia come area snack per il personale di servizio all'accoglienza, controllo bagagli, e distribuzione delle audio guide. E da quello che raccontano i primi ad aver lanciato l'allarme, sembrerebbe che proprio dalla presa di corrente di quel frigo, e non da quella del computer inutilizzato, sia partita la fiammata che in pochi secondi si è fatta largo tra scaffali di ferro, plastiche e faldoni di carta. Ma il pensiero dei dipendenti Reggia ieri è andato indietro negli anni, a quell'incendio divampato nella centrale operativa di controllo del monumento rischiando di far morire come topi in gabbia i custodi di servizio al monumento.

Quell'episodio, a distanza di anni, resta infatti l'incubo numero uno al Palazzo nonostante abbia fatto meno scalpore rispetto ad altri ben più gravi verificatisi nel tempo. Quel giorno d'inverno di circa 10 anni fa due dipendenti in servizio di custodia al monumento erano chiusi nella sala blindata che tutti chiamano «sala regia», concentrati ad osservare i monitor che riportavano le immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza. Ad un tratto una fiammata proveniente dalla presa di corrente che alimentava una stufetta fece saltare il salvavita e quindi l'alimentazione elettrica che consentiva l'apertura e chiusura della porta di accesso alla sala regia. Nessuna possibilità di aprirla a forza con i pochi attrezzi disponibili all'interno della stanza, e solo un telefono per chiedere aiuto.
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